Il malbec ritorna alle radici francesi

Il malbec, vitigno che ha conquistato il mondo grazie al vino argentino, sta vivendo un importante ritorno alle sue radici francesi. In un articolo di Robb Report, Mike Desimone e Jeff Jensen esplorano la sua storia, ripercorrendo il suo viaggio da Cahors all’Argentina e analizzando il suo attuale rinascimento nella terra d’origine, con il contributo di esperti come Paul Hobbs e Michel Rolland.
Il malbec a Cahors: un’eredità ritrovata
Il Malbec affonda le sue radici a Cahors, nel cuore del sud-ovest francese. Da qui, nel 1853, partì alla volta dell’Argentina, dove trovò un terroir ideale e conobbe un successo straordinario. Mentre in Argentina prosperava, in Francia, e specialmente a Cahors, subiva un declino, complice la concorrenza di altri vitigni e la devastante gelata del 1956. Tuttavia, a Cahors, la tradizione del cot (antico nome del malbec) non si è mai interrotta, grazie alla passione di viticoltori che ne hanno preservato l’eredità.
Due mondi, un vitigno: il Malbec tra Francia e Argentina
Nonostante l’origine comune, il Malbec di Cahors e quello argentino esprimono caratteristiche stilistiche differenti. Due figure di spicco dell’enologia mondiale, Paul Hobbs e Michel Rolland, con una profonda conoscenza di entrambe le realtà, ci guidano in questo confronto. Hobbs, celebre per il suo Cobos Malbec in Argentina, produce anche Malbec francese con l’etichetta Crocus, in collaborazione con Bertrand Gabriel Vigouroux. Rolland, consulente enologico di fama internazionale, lavora con il vitigno in Francia e Argentina da oltre trent’anni.
Hobbs e Rolland concordano nell’attribuire le differenze stilistiche non solo al terroir, ma anche alle pratiche enologiche. Fino a tempi recenti, il malbec di Cahors era spesso associato a vini rustici e tannici, descritti da Hobbs come “aggressivi al palato“. Problemi di igiene in cantina, con contaminazioni microbiche e ossidazioni, hanno contribuito a questa immagine. Rolland, d’altro canto, sottolinea il ruolo di una precedente enfasi sulla quantità a discapito della qualità nella regione di Cahors.
Malbec di Cahors: un’eleganza ritrovata
Nonostante le difficoltà, Hobbs ha sempre creduto nel grande potenziale del terroir di Cahors per il malbec. “La qualità dei terreni mi ricordava molto la Borgogna“, afferma, evidenziando anche la varietà di esposizioni offerte dalla topografia e dal fiume Lot. Grazie a investimenti mirati, come quelli di Alain Dominique Perrin (Château Lagrézette), il Malbec di Cahors sta vivendo una vera e propria rinascita.
Il Malbec di Cahors, noto anche come Cot o Auxerrois, si distingue per uno stile più elegante e raffinato rispetto al Malbec argentino, definito “lussureggiante” e “generoso” da Hobbs. Le differenze climatiche tra Mendoza e Cahors, con la maggiore insolazione e aridità della regione argentina, influenzano la maturazione delle uve e la concentrazione zuccherina, determinando le diverse espressioni stilistiche. A differenza del Malbec argentino, spesso pronto al consumo immediato, il Malbec di Cahors beneficia di un periodo di affinamento in bottiglia.
Cahors: un futuro radioso
L’Unione Interprofessionale dei Vini di Cahors (UIVC) promuove con forza la regione come “la culla del malbec”, rivendicando il legame storico e culturale con questo vitigno. Grazie all’impegno di produttori appassionati e al supporto di esperti come Rolland e Hobbs, il Malbec di Cahors sta riconquistando un posto di rilievo nel panorama enologico internazionale. Aziende come Château de Mercuès, Domaine Cosse Maisonneuve, Château de Cèdre e Château de Cayx ne sono testimonianza.
Il Malbec di Cahors offre agli appassionati un’esperienza unica, un viaggio alle radici di un vitigno che ha conquistato il mondo. Un’occasione per apprezzare due diverse interpretazioni, unite da un’unica, grande storia. Come afferma Michel Rolland, “Oggi, con la giusta viticoltura e buone condizioni climatiche, possiamo produrre un ottimo Malbec sia a Cahors che in Argentina“.