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Coltivare e Produrre
21/01/2026
Di Salvo Ognibene

Cavazza, che buone le vecchie annate!

La cantina veneta che sta per compiere 100 anni oggi è ambasciatrice dei Colli Berici

Nel cuore del Veneto, tra le dolci colline dei Colli Berici e le terre vulcaniche di Gambellara, l’Azienda Agricola Cavazza è un simbolo di eccellenza vitivinicola che affonda le sue radici nella storia, nella tradizione e nella terra. Fondata nel 1928, questa azienda familiare ha attraversato un secolo di cambiamenti, restando fedele alla sua filosofia: produrre vini espressivi e profondamente legati al territorio. Tutto comincia con Giuseppe Cavazza, che nel primo dopoguerra decide di coltivare la vite e produrre vino in una zona che allora era ancora poco conosciuta fuori dai confini locali: oggi, alla quarta generazione, con Elisa, Andrea, Stefano e Mattia e la conduzione enologica del padre di quest’ultimo, Giancarlo, l’azienda continua a essere guidata dalla stessa passione, combinando il sapere contadino con tecnologie all’avanguardia e un approccio sostenibile. Oggi Cavazza significa quattro generazioni, due terroir, 143 ettari di proprietà e seicentomila bottiglie. I vigneti dell’azienda si estendono tra Montebello Vicentino e dagli anni Ottanta anche su Selva di Montebello, territori ricchi di storia e con caratteristiche pedoclimatiche uniche:

  • Gambellara, zona della denominazione Gambellara Classico DOC con suolo vulcanico, perfetto per esaltare l’acidità e la verticalità della Garganega, regina del territorio.
  • Colli Berici, zona della denominazione Colli Berici DOC con terreno calcareo e argilloso, clima mite, ideale per vitigni come merlot, cabernet sauvignon e tai rosso.
Stefano e Mattia Cavazza

Terroir vulcanico e calcareo argilloso

A Selva di Montebello e nella tenuta Cicogna, si valorizzano rispettivamente il terroir vulcanico della garganega e quello calcareo argilloso dei Colli Berici, vocato per le varietà bordolesi e il tai rosso. L’universo Cavazza si racconta oggi in un viaggio attraverso il tempo, il terroir e il lavoro meticoloso di una famiglia che ha fatto della qualità una missione: negli ultimi anni è stato realizzato un listino interamente dedicato a vini d’archivio, testimoniando il valore e la longevità delle produzioni dei Colli Berici.  Un vero e proprio viaggio nel tempo, attraverso etichette che raccontano l’evoluzione e il potenziale dei vini negli anni: “Crediamo che l’invecchiamento sia una chiave di lettura fondamentale per comprendere la vera essenza del nostro territorio – precisa Stefano Cavazza, alla guida dell’azienda insieme ai cugini Andrea, Mattia ed Elisa –. Questa selezione esclusiva ci permette di condividere la nostra storia e la nostra visione con il pubblico internazionale, offrendo vini che sfidano il tempo e rivelano tutta la loro espressività”. L’obiettivo dell’azienda è oggi dimostrare come le particolari condizioni pedoclimatiche della zona e la filosofia produttiva della cantina possano esaltare struttura, complessità ed eleganza nel corso degli anni.

Andrea Cavazza

Verticale di Tenuta Cicogna, il tempo nel calice

Tenuta Cicogna è l’etichetta che racchiude al suo interno il San Martino Rosso Passito Veneto IGT, il syrah Veneto IGT e poi il merlot Colli Berici DOC e il cabernet Colli Berici DOC di cui vi racconteremo. Tenuta Cicogna è la tenuta immersa nei Colli Berici, dove i vigneti da cui provengono i vini di questa linea di produzione trovano condizioni ideali per esprimersi con eleganza, potenza e profondità. Una linea che prende il nome dall’omonima località dei Colli Berici e della famiglia proprietaria dell’antico casale, nel comune di Alonte, dove è sorta poi la tenuta dei Cavazza. Negli anni Ottanta, quando già esisteva la cantina di Gambellara dove si vinificava principalmente garganega, la famiglia inizia l’acquisizione di vigneti sui Colli Berici per la produzione di rossi, grazie al terreno ricco di arenaria e calcareo carsificato con minerali come ferro, magnesio e potassio. La vinificazione resta a Gambellara, ma Tenuta Cicogna diventa il simbolo dei vini rossi dell’azienda, da cui prende il nome la linea di punta dell’azienda e che oggi è il risultato di un territorio e dell’esperienza enologica quasi centenaria.

La verticale di cabernet sauvignon e merlot: 1992 – 2006 – 2015 – 2019

Ci sono vini che raccontano una storia. E poi ci sono verticali che, seppur non complete, emozionano e raccontano molte storie: di annate, di clima, di scelte enologiche, ma soprattutto di visione. La Tenuta Cicogna, cru dell’Azienda Agricola Cavazza nelle due versioni di merlot (30.000 bottiglie) e cabernet sauvignon (15.000 bottiglie), appartiene a questo racconto frutto di una bella degustazione che si è svolta di recente. Vinificazione pressoché uguale per entrambi i vini che fermentano sulle bucce per circa 12 giorni in serbatoi di acciaio inox e poi 12 mesi in piccole botti di rovere francese da 225 litri di media tostatura.

2019

Un’annata generosa e bilanciata giunta al termine in ottime condizioni, nonostante la fioritura arrivata in ritardo a causa dei 23 giorni di pioggia che hanno reso il mese di maggio il più piovoso dell’anno. Giugno e luglio, due mesi fondamentali per lo sviluppo della vite, sono stati invece molto caldi e con una notabile assenza di piogge. Vendemmia iniziata con 12 giorni di ritardo rispetto al 2018.

Cicogna Merlot Colli Berici Doc 2019
Il vino si presenta con un colore rosso rubino, al naso varietale e tipico nonostante gli sbuffi di frutta rossa sotto spirito e di calore che annunciano un vino che deve ancora trovare il suo equilibrio. Da bere nuovamente tra qualche anno.

Cicogna Cabernet Colli Berici Doc 2019
Colore rosso rubino alla vista con uno spettro aromatico ampio che varia da frutta rossa matura a note di cioccolato. L’acidità regge una struttura importante con tannini levigati e finale persistente. Già godibilissimo, ma con margini di ulteriore evoluzione.

2015

Inverno mite e primavera con temperature ottimali e precipitazioni non abbondanti.  La stagione ha comunque fatto registrare un avvio ottimale della fase vegetativa con germogliamento in anticipo di qualche giorno e la fioritura nella prima settimana di giugno, anche grazie a temperature sempre nella media con l’alternarsi di bel tempo e piogge ristoratrici. L’andamento ha poi assunto dinamiche del tutto particolari con i mesi di luglio e agosto, caratterizzati da temperature sistematicamente al di sopra della media, con ondate di calore ben oltre i dati storici e con quasi totale assenza di precipitazioni (riprese in agosto).

Cicogna Merlot Colli Berici Doc 2015
Colore rosso rubino alla vista con riflessi carminio, al naso spazia dai frutti rossi come la prugna rossa e la frutta sciroppata ad evidenti note mentolate. Meno appagante al gusto a causa non della piacevolezza ma da una persistenza abbastanza esile.

Cicogna Cabernet Colli Berici Doc 2015
Il vino si presenta di colore rosso rubino e all’olfatto è uno scrigno di profumi che spaziano dal classico peperone verde ai frutti e fiori rossi e poi pepe bianco e vaniglia. All’assaggio il tannino è elegante e vellutato, la persistenza gustativa lo fa apprezzare ad ogni sorso.

2006

Il prolungarsi del freddo invernale anche a primavera inoltrata, ha causato un ritardo nel germogliamento di almeno una settimana e il pieno sviluppo vegetativo è stato bloccato tra fine maggio e il 1° giugno da un brusco abbassamento della temperatura. Questo naturale diradamento ha consentito di avere vigne con una produzione molto equilibrata. Le piogge puntuali e ben distribuite nelle prime settimane di agosto e l’abbassamento delle temperature, hanno consentito un’ottima invaiatura recuperando parte del ritardo vegetativo.

Cicogna Cabernet Colli Berici Doc 2006
Nonostante i 20 anni dalla vendemmia si presenta nel calice con un rosso rubino con sfumature carminio. Al naso si racconta nelle diverse tonalità, emerge una leggera nota ossidativa ma si caratterizza soprattutto per i sentori ematici che caratterizzano il territorio dei Colli Berici a distanza di tempo. Ottima la persistenza e la piacevolezza all’assaggio

1992

Il 1992 è un’annata delicata a causa delle piogge abbondanti nel periodo vendemmiale che non hanno permesso una giusta maturazione. Il germogliamento, la fioritura è stata regolare mentre sono entrate delle difficoltà nell’allegagione. Hanno ottenuto i migliori risultati chi ha anticipato di alcuni giorni la vendemmia.

Cicogna Cabernet Colli Berici Doc 1992
L’impianto della vigna a pergola e la successiva vinificazione in botti grandi da 10 ettolitri anticipano un vino ben diverso dagli altri degustati a cui si aggiunge anche l’anno della vendemmia che recita nella retro-etichetta 1992. Al colore si presenta rosso carminio con riflessi granati, al naso non è particolarmente intenso e complesso ma al gusto sprigiona tutto il suo fascino senza mostrare alcun segno di decadimento. Anche qui sono ben presenti le note ferrose ed ematiche riferite al terroir e andando oltre il varietale.

Salvo Ognibene
Salvo Ognibene

Nato in Toscana ma cresciuto a Menfi, ama la pasta, la bici e la Sicilia. È laureato in Giurisprudenza all’Università di Bologna e ha conseguito due master di cui uno in Marketing digitale alla LUMSA. Sommelier AIS e giornalista, si occupa di comunicazione con attività di ufficio stampa e PR. Degustatore e collaboratore di guide enogastronomiche, è autore di cinque libri.

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