Vitae Online logo Vitae Online
  • Vitae Online logo Vitae Online
  • Home
  • Il Vino
    • Vini d’Italia
    • Vini del Mondo
  • Sostenibilità
    • Environment ESG
    • Social ESG
    • Governance ESG
  • Assaggi
    • Vino
    • Olio
    • Birra
    • Spirits e non solo
    • Acqua
    • Fumo Lento
  • Food
    • Abbinamenti
    • Chef e Ristoranti
    • Cucina di Tradizione
    • Eccellenze
    • Innovazione
    • Materia Prima
  • Territori
    • Enoturismo
    • Paesaggio
    • Lifestyle
    • Viaggio
  • Personaggi e Storie
  • Sommelier e Pro
    • Trend e Mercati
    • Comunicazione e Personal Branding
    • Vita da Sommelier
  • Vino e Cultura
    • Architettura
    • Arte
    • Cinema
    • Storia
    • Società
  • Eventi AIS
  • AIS Italia
Territori del Vino
12/04/2026
Di Paolo Valente

L’Altra Toscana

La DOC Maremma Toscana punta su ciliegiolo e vermentino

Per gli amanti del vino di Toscana, il mese di febbraio è punteggiato da una serie di eventi per la presentazione delle nuove annate. Manifestazioni che si raccolgono sotto il nome di “Anteprime di Toscana”. Una delle più interessanti per i degustatori più curiosi è “L’Altra Toscana” ovvero quella che raggruppa numerose altre espressioni territoriali la più importante delle quali, quantomeno per dimensione, è la DOC Maremma Toscana.
Dal 2018 il presidente Francesco Mazzei guida il Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana; lo abbiamo incontrato e gli abbiamo chiesto la sua opinione sul futuro della Denominazione.

Maremma Toscana DOC

Dottor Mazzei, la Denominazione Maremma Toscana DOC prevede numerosissime tipologie e vitigni, questo non rischia di farle perdere un po’ di identità?
Indubbiamente sì. È una situazione che ho ereditato. La nostra è una di quelle denominazioni dell’ultima generazione che in realtà sono delle IGT evolute, sono DOC territoriali che ti consentono di fare tutto. Per questo stiamo spingendo, non solo nella comunicazione ma anche con i produttori, nella direzione di identificarci con qualcosa di preciso.
Vediamo nel vermentino un’opportunità straordinaria dal punto di vista della qualità e dell’identità e quindi spingiamo molto in quella direzione che, tra l’altro, ci viene facile comunicare. Il ciliegiolo segue, è molto più piccolo, però ci caratterizza.

C’è quindi la volontà di ridurre le tipologie?
Sì, piano piano andremo a scremare… Io ho in mente un progetto, un’idea complicatissima. C’è l’idea di andare a ridurre le possibilità ma questo deve venire in modo naturale. Noi lo aiuteremo ma deve essere un processo naturale.
Quando andiamo a parlare di vini rossi è complicato. Cerchiamo di non parlare di sangiovese anche se ne coltiviamo ancora tanto perché ci sono i Morellino, i Montecucco e poi ci sono le altre denominazioni importanti il Chianti Classico, il Brunello. Anche per i vitigni internazionali abbiamo Bolgheri…

Quindi lo sviluppo futuro su quali vitigni si baserà?
Noi vediamo come direttrici di sviluppo il vermentino come numero uno in assoluto e ciliegiolo che, nel suo essere piccolo e di nicchia, nei rossi è quello che può tirare la volata, oltretutto è il più in linea con i tempi.

Il mercato attuale

Passando all’attualità, come sta andando la denominazione in termini di mercato?
Relativamente all’imbottigliato, l’unico dato certo di cui disponiamo, abbiamo chiuso il 2025 in pari rispetto al 2024 che già era cresciuto in modo sensibile rispetto all’anno precedente. In considerazione della situazione attuale, lo consideriamo un risultato molto positivo. Abbiamo mantenuto le posizioni sull’export; quello che si è perso in America lo abbiamo recuperato su altri mercati. Viaggiamo intorno al 40% di export e questo ci dice che c’è grande margine di crescita. I prezzi sono in un trend di crescita.
Noi non possiamo che essere ottimisti, sinceramente.

E in termini di prodotto?
Il rapporto tra bianchi e rossi si sta spostando sempre più verso il bianco. Il vermentino da solo rappresenta il 35%, aggiungendo anche gli altri vitigni bianchi siamo tra il 45 e il 50%. E stanno aumentando anche il numero di ettari piantati a vermentino. Nel mio pensiero, la Maremma deve diventare una delle zone del bianco della Toscana dove rossi sono di contorno. È l’unico modo per emergere.
La Maremma è zona costiera e anche andando nelle zone interne, a 30 o 40 chilometri dalla costa, c’è l’influenza del mare, le termiche che arrivano anche le zone più interne sono marine. Tra l’altro il vermentino, che è un vitigno mediterraneo, ha in Maremma la sua collocazione perfetta sia sulla sabbia, in riva al mare, che nelle zone più interne, sebbene si esprima in modo diverso.

Vermentino e ciliegiolo

I numerosi assaggi effettuati confermano la bontà della direzione scelta dal Consorzio.
Cercando di sintetizzare le caratteristiche comuni dei campioni di vermentino assaggiati, possiamo affermare che sono vini brillanti e luminosi, dal colore giallo paglierino con riflessi verdolini che rimangono anche nel caso in cui la nota principale volge verso il dorato. I sentori sono quelli classici varietali, quindi le note fruttate, quelle agrumate e di erbe aromatiche, che si ripropongono con varie sfaccettature e differenti tonalità ma sempre caratterizzate da grande eleganza e fragranza. In qualche caso le erbe aromatiche si tingono di note salmastre e di macchia mediterranea. Nelle espressioni migliori il palato è guidato dalla freschezza e, soprattutto, dalla sapidità che rimanda direttamente alle brezze marine. Buona anche la struttura e la persistenza sorretta dalla verticalità.

Anche relativamente ai vini a base ciliegiolo ci siamo trovati davanti a campioni di tutto rispetto con un’elevata qualità media. Il calice è color rubino più o meno intenso a volte percorso da sfumature porpora, sempre luminoso e accattivante. L’olfatto rimanda ai profumi della frutta rossa, in particolare alla ciliegia, ai fiori, alle spezie dolci e a uno sbuffo balsamico, di erbe aromatiche. Leggere note di tostatura a volte completano il profilo olfattivo sempre comunque contraddistinto dalla fragranza dei sentori. Mediamente la presenza tannica è equilibrata e ben gestita e la buona freschezza conferisce slancio nella persistenza. Medio il corpo e grande la piacevolezza di beva. Un vino versatile che regge bene anche temperature di servizio di qualche grado inferiori a quelle normalmente indicate per un vino rosso.

Paolo Valente
Paolo Valente

Dopo una brillante carriera in ambito amministrativo finanziario, ho ricoperto per anni il ruolo di Chief Financial Officer per l’Italia all’interno di un noto gruppo multinazionale del lusso. La passione per il vino, che mi accompagna da tempo, mi ha spinto negli anni a perfezionare in modo sempre più vario e approfondito le mie competenze. A maggio 2018 ho deciso di dedicarmi totalmente al mondo del vino. Sommelier dal 2005 e degustatore Associazione Italiana Sommelier, assaggiatore di formaggi ONAF, assaggiatore di grappe e acqueviti ANAG e degustatore professionista di birre ADB, sono relatore di enologia nei corsi per sommelier AIS. Ho collaborato alla stesura delle guide Vitae e Viniplus e, come autore, per milanoplatinum.com e aismilano.it. Giornalista iscritto all'albo dal 2018, attualmente sono redattore e autore per la rivista Viniplus di Lombardia, per la quale curo due rubriche: “Vita da Winemaker” e “Abbinamenti”. Scrivo per le riviste: Barolo & Co, James Magazine, Bubble’s e per le testate online vinodabere.it, glassofbubbly.com e aislombardia.it. Ho inoltre fondato il web-magazine zenomag.com.

Vitae Online logo
  • Home
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Rinnova la tua quota
  • Associati ad AIS
  • Modifica i tuoi dati
Vitae Online Lights Newsletter
  • Legal
  • Privacy
  • Termini e Condizioni
  • Cookies
©Vitae Online 2026 | Partita IVA 11526700155