Vini umbri al Vinitaly 2026: Speco, il Ciliegiolo di San Francesco
C’è un filo invisibile ma tenace che lega la spiritualità francescana, la cultura occidentale e l’eccellenza enologica. L’Associazione Italiana Sommelier ha partecipato all’anteprima nazionale di Speco, la nuova etichetta di Leonardo Bussoletti creata per celebrare gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi. Un Ciliegiolo di Narni in purezza che abbiamo avuto il privilegio di scoprire in anteprima, nato dal confronto tra Leonardo Bussoletti e un altro grande nome del vino umbro: Marco Caprai.
Il miracolo del Sacro Speco di Narni: l’acqua che si fa vino
L’ispirazione per Speco nasce in un luogo denso di misticismo: il Sacro Speco di Narni, a Sant’Urbano. In questo eremo a 800 metri di altitudine, dove San Francesco si ritirava in preghiera nel 1200, avvenne un miracolo meno noto ma dal forte valore simbolico.
Il poverello d’Assisi, costretto a letto dalla malattia, chiese del vino. I frati, non avendone, si recarono a un pozzo vicino per attingere dell’acqua. Quando la portarono a Francesco, lui la benedisse, trasformandola in vino. Questo episodio è immortalato negli affreschi originali della piccola chiesetta adiacente.
Ecco come il glorioso padre Francesco, camminando per la via dell’obbedienza e della perfetta sottomissione alla volontà divina, si meritò sì grande potere da farsi obbedire dalle creature! Perfino l’acqua infatti si mutò in vino per lui, quando giaceva gravemente infermo nello Speco di Sant’Urbano. Appena ne bevve, guarì e tutti capirono che si trattava davvero di un miracolo.
Tommaso da Celano, Vita Prima
Leonardo Bussoletti, custode del territorio di Narni, ha deciso così di restituire al presente un frammento di quella vicenda – il vino – restituendolo al suo antico ruolo di medium culturale.
“Tutto nasce da un’intuizione avuta durante un pranzo con Marco Caprai, che per me è come un fratello. Da quel confronto spontaneo è nata la scintilla: unire la vocazione vitivinicola del territorio narnese alla profonda spiritualità del grande Centenario Francescano, creando un vino che fosse un vero e proprio tributo.”
– Leonardo Bussoletti
Un’etichetta nata dalla terra (letteralmente)
La cura dei dettagli per SPECO parte fin dal packaging. Per l’etichetta è stata scelta la carta “terrae” di Fedrigoni, un progetto innovativo in cui l’impasto prende colore e consistenza grazie all’utilizzo di pigmenti minerali naturali e fibre riciclate. Dal punto di vista visivo, l’etichetta immortala gli elementi chiave del miracolo: troviamo la figura di San Francesco, la sagoma della grotta dello Speco, l’ampolla che conteneva il liquido e il classico copricapo che suggella la sacralità del momento.
L’evoluzione del Ciliegiolo e la degustazione AIS
Speco non è solo narrazione, è un vino di spessore assoluto che segna una esplorazione consapevole nello stile della cantina Bussoletti. Le uve provengono da vigne vecchie di oltre 50 anni. La vera rivoluzione in cantina è l’affinamento di 12 mesi in tonneau.
“È un vino diverso dal nostro standard. Di solito non facciamo lunghi affinamenti in legno o, se lo facciamo, usiamo la botte grande. Ma per un vino così, avevamo bisogno di una struttura diversa.”
– Leonardo Bussoletti
Al palato svela l’anima del vitigno: nonostante la struttura e il passaggio in legno, mantiene una tannicità sussurrata e mai invadente, perfettamente bilanciata dalla spiccata acidità tipica dell’uva. È proprio questo meraviglioso gioco di contrasti a regalare a Speco una straordinaria bevibilità. Un’eleganza che è un irresistibile invito al secondo calice.
Un manifesto in difesa della civiltà del vino
Durante la presentazione, Marco Caprai ha inquadrato l’uscita di Speco in una prospettiva immensa, ricordando come San Francesco abbia generato il primo grande fenomeno di pellegrinaggio della storia, muovendo milioni di persone verso l’Umbria.
Ma c’è di più. Nel miracolo narnese, Francesco si ricollega idealmente al primo miracolo di Gesù a Cana.
“Il mercato di oggi offre spazio a tanti prodotti diversi, compresi quelli dealcolati. Tuttavia, è fondamentale rimarcare le differenze e tutelare la nostra identità: il vino, per come lo conosciamo storicamente e culturalmente, nasce con la sua naturale componente alcolica. Non dobbiamo aver paura di dirlo e di difendere con orgoglio questa civiltà millenaria.”
– Marco Caprai
L’assaggio a Verona di Speco tra i vini umbri al Vinitaly 2026
Un progetto di tale caratura storica e vitivinicola meritava un palcoscenico importante, e l’anteprima a cui abbiamo assistito conferma le altissime aspettative. SPECO sarà disponibile in degustazione stampa per tutta la durata della fiera, confermandosi come una delle etichette più attese tra i vini umbri al Vinitaly 2026. Un’occasione imperdibile per scoprire come gli 800 anni di San Francesco possano essere celebrati in un grande calice d’autore, attraverso la massima espressione di Narni, che noi di AIS continueremo con orgoglio a raccontare e valorizzare.
