Alto Piemonte: il supervulcano e i super vini – 3
Terza tappa del viaggio tra gli eleganti vini dell’Alto Piemonte dallo spiccato corredo minerale, tannini morbidi e cesellati, piacevoli acidità e sapidità con due denominazioni importanti: Ghemme e Gattinara.
Il Ghemme
Lo stretto legame di Ghemme con l’uva e il vino è storico e culturale. Lo stemma comunale ha al centro un grappolo d’uva; i canonici di S. Giulio d’Orta affidarono nel medioevo le loro vigne ai Ghemmesi; il Ghemme conquista la corte dei Visconti, poi degli Sforza, in seguito le nobili famiglie di Milano e Novara, le stesse che, secondo le cronache dell’Ottocento stappavano un Ghemme la vigilia di Natale. Antonio Fogazzaro in “Piccolo mondo antico” fa accompagnare un pranzo della Marchesa Maironi dal Ghemme. Nel 1969 il Ghemme ottiene la DOC e nel 1997 la DOCG. Si deve utilizzare il nebbiolo (localmente Spanna) min. 75% e vespolina ed uva rara da sole o congiuntamente max 25%. La zona di produzione è nel territorio di Ghemme e in parte di Romagnano Sesia, provincia di Novara. Deve affinare minimo 34 mesi, almeno 18 in botti di legno e altri 6 mesi in bottiglia. È prevista la Riserva con uve di alcol minimo 12%, affinamento 46 mesi, almeno 24 in botti di legno e 6 in bottiglia. Si può usare la menzione “vigna” con uve di alcol minimo 12% da vigneto di età d’impianto di 5 anni.
Il terreno è tipicamente morenico, rocce, ciottoli e detriti con uno stato superficiale di argille e tufi, ricco di sali minerali disciolti, che assorbiti dalle radici donano sapidità all’uva, suolo vocato per conferire ricchezza organolettica al vino. Il Monte Rosa protegge dai venti freddi del nord e dalle nevicate, favorendo il ciclo vegetativo delle viti; può determinare frequenti grandinate.
Le bottiglie di seguito descritte, e quelle successive di Gattinara, sono state degustate da un panel di degustatori AIS Piemonte, composto da: Emilio Belossi, Ennio Camperi, Francesca Cartini e Marco Porini di AIS VCO, Paola Daniele di AIS Asti, Paolo Manna di AIS Torino. Le note descrittive sono una mia sintesi dei risultati del panel.
Ghemme Vigna Ronco al Maso 2021 – Guido Platinetti
100% nebbiolo. Acciaio, 2 anni botte grande, 6 bottiglia. Olfatto con più tipologie di fruttato: lampone e mora freschi, ciliegia sotto spirito, gelatina di mirtillo. Poi cenni balsamici. Sorso di gradevole bevibilità, grazie alla freschezza che gioca con la sapidità e il gentile tannino.
Ghemme dei Mazzoni 2021 – Tiziano Mazzoni
100% nebbiolo. Acciaio, 24 mesi botte grande, 6 bottiglia. Quadro olfattivo di piccoli frutti rossi, cenni vegetali, scorza d’arancia, poi menta, timo, infine il pepe. Il sorso fresco, sapido, di tannino garbato, ripresenta i cenni olfattivi e mostra agilità e scorrevolezza.
Ghemme Oltre il Bosco 2020 – Francesco Brigatti
100% nebbiolo. Cemento, 2 anni botte grande, 6 mesi bottiglia. Olfatto stratificato di spezie, menta, seguito tabacco scuro e cortecce, infine caramellina di frutta rossa. Il sorso è equilibrato, alimentato dal calibrato tannino e dalla sapidità.
Ghemme 2020 – Torraccia del Piantavigna
90% nebbiolo 10% vespolina. Acciaio. 4 anni rovere francese medie dimensioni, 6 mesi bottiglia. Naso di viola, liquirizia, cortecce, balsamico e minerale. Sorso di ampia struttura, resa leggera dalla trama acido-sapida che dialoga con i garbati tannini.
Ghemme 2020 – Ioppa
85% nebbiolo 15% vespolina. Acciaio, 36 mesi botte grande, 12 mesi bottiglia. Naso di menta, erbe aromatiche, pepe, poi confettura di frutta rossa su lieve sfondo ferroso. Al palato è dinamico, grazie alla freschezza e alla sapidità che distendono il finale.
Ghemme Victor 2016 – Cà Nova
100% nebbiolo. Acciaio, 18 mesi botte grande, 24 mesi bottiglia. Olfatto giovanile di liquirizia, tabacco biondo, pepe, cacao, collegati alle caramelle di frutta rossa e viola. Sorso di corpo, al contempo agile e snello per il gioco del tessuto fresco-sapido.
Ghemme Chioso dei Pomi 2014 – Rovellotti
85% nebbiolo 15% vespolina. Acciaio, 36 mesi botte grande, 9 mesi bottiglia. Una testimonianza delle potenzialità evolutive dell’Alto Piemonte. Olfatto di pepe nero, cannella, liquirizia, china e caramella gommosa di viola, tutto sul minerale di ferro. Il palato è dinamico, con tannini garbati, freschezza e sapidità decise. Persistente.
Ghemme 2012 – Pietraforata
90% nebbiolo 10% vespolina e uva rara. Acciaio, 36 mesi di tonneau, 6 mesi bottiglia. Altra testimonianza del potenziale evolutivo di Ghemme. Naso di frutta rossa in gelatina, radice di liquirizia, scorze d’arancia essiccate, sfondo ematico e ferroso. Sorso agile e snello, con tannini presenti e sapidità marcata che lo rendono persistente.

Il Gattinara
Anche la storia di Gattinara è strettamente legata a quella dei suoi vini. La fondazione della città avviene nel 1242 quando il Ducato di Vercelli ordinò l’abbandono di tutti i piccoli borghi indifendibili e l’edificazione di un borgo fortificato, Gattinara. In tanti edifici di Gattinara, ora protetti, si prese a produrre vino, fino alla diffusione europea, nel Cinquecento, grazie al Cardinale Mercurino Arborio, Marchese di Gattinara e consigliere dell’Imperatore Carlo V. Il Cardinale produceva vino, lo serviva a feste, banchetti, incontri politici e diplomatici, e il Gattinara arrivò in tutta Europa. I Gattinara erano tra i vini preferiti di Mario Soldati, che dedicò loro un racconto, Un sorso di Gattinara. Nel 1967 il Gattinara ottenne la DOC, nel 1990 la DOCG. La base ampelografica prevede il nebbiolo (localmente Spanna) dal 90 al 100%, vespolina per un massimo del 4% e/o Uva Rara, purché il loro apporto complessivo non superi il 10% del totale. Affinamento minimo 35 mesi, almeno 24 in legno, mentre il Riserva 47 mesi, almeno 36 in legno. La zona di produzione è il territorio di Gattinara; il tasso alcolometrico minimo pari a 12%, 12,5% per la Riserva. La menzione “vigna” spetta alle uve di alcol minimo 12,5% da vigneto di età d’impianto di 7 anni. Anche le colline di Gattinara sono protette dai venti freddi settentrionali dal Monte Rosa, e sono l’unica zona vitivinicola mondale dove il nebbiolo cresce su terreni vulcanici, costituiti da ciottoli, silice, ferro, magnesio, porfido, graniti che esaltano la mineralità e la sapidità e rendono leggeri, persistenti ed eleganti i vini.
Gattinara Riserva Vigna San Francesco 2020 – Antoniolo
100% nebbiolo. Cemento, 18 mesi tonneau, 18 mesi botte grande 30 hl, 6 mesi bottiglia. Naso di frutta nera in confettura, poi radice di liquirizia, anice, genziana, cenni ferrosi. Il sorso è ampio, reso dinamico dalla freschezza e dalla sapidità, sostenute dal tannino integrato. Persistente.
Gattinara Il Punto 2020 – Delsignore
100% nebbiolo. Acciaio, botte da 20 hl. Olfatto di frutta rossa matura, cenni mentolati che si congiungono con i tratti ferrosi. Sorso di buona struttura, dinamico sulla freschezza e sulla piacevole sapidità.
Gattinara Vigna Valferana 2020 – Cantine Nervi
100% nebbiolo. Vinificazione tino aperto, 4 anni botte grande, 12 mesi bottiglia. Il naso parla di arancia, ciliegia e mirtillo, poi aggiunge viola, lavanda e liquirizia su sfondo mentolato, speziato e ferroso. La bocca è ampia, agile, di piacevole bevibilità, tannini cesellati. Lungo.
Gattinara 2020 DOCG – Torraccia del Piantavigna
100% nebbiolo. Acciaio, 3 anni rovere francese di medie dimensioni, 6 mesi bottiglia. Profilo olfattivo di viola, rosa, spezie scure, composta di frutta rossa, lievemente mentolato. Sorso ampio, sapido, fresco, con tannini gentili e finale dinamico.
Gattinara Pietro 2020 – Paride Iaretti
100% nebbiolo. Acciaio, 3 anni tonneau, 6 mesi bottiglia. Olfatto di ribes, mora, mirtillo, poi noce moscata, menta, liquirizia e cenni ferrosi. La freschezza, la gradevole trama sapida e gli aggraziati tannini, rendono scorrevole il sorso.
Gattinara Riserva 2020 – Travaglini
100% nebbiolo. Acciaio, 3 anni botte 30 hl, 8 mesi bottiglia. Profilo olfattivo di frutta rossa in confettura, amarena sotto spirito, menta, pepe nero, rabarbaro. Sorso piacevole, sostenuto dai tannini garbati e dai ricordi olfattivi. Persistente.
