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Paesaggio
22/07/2026
Di Emanuele Lavizzari

Villa Badia Piccola, il vigneto urbano che racconta Brescia

Nel cuore di Brescia, tra antiche mura in pietra a secco e filari che ancora resistono all’espansione urbana, Villa Badia Piccola custodisce una delle realtà vitivinicole più singolari del panorama italiano. Un vigneto urbano di oltre tre ettari, adagiato sulle pendici del Colle di Sant’Anna, all’interno del Parco delle Colline di Brescia, dove storia, arte e vino si intrecciano in un racconto contemporaneo.

Una storia che parte da lontano

La storia di Villa Badia Piccola affonda le proprie radici in una vocazione agricola secolare. Il complesso, immerso all’ombra della collina di Sant’Anna, si distingue per un’architettura di grande equilibrio visivo ed elegante essenzialità, in cui il vigneto urbano è parte integrante del paesaggio storico della proprietà.
La presenza della vite in questo luogo precede le prime mappe catastali ottocentesche: tra il XV e il XVI secolo il complesso era già sede di comunità religiose che contribuirono a modellare il paesaggio agricolo del colle. Di quel passato resta una piccola cantina sotterranea, probabilmente costruita nel Seicento, oggi conservata all’interno della villa come testimonianza tangibile di un legame antico tra questo luogo e il vino.
La denominazione “Badia Piccola” si inserisce inoltre nel contesto toponomastico bresciano, segnato dalla presenza storica di diverse “badie” che hanno contribuito a definire l’identità del territorio.

MEDUSA, un Merlot nato in città

Da questo paesaggio unico nasce MEDUSA, il progetto vitivinicolo contemporaneo di Villa Badia Piccola. Un Merlot in purezza che racconta Brescia attraverso un vino essenziale, elegante e profondamente legato al luogo da cui proviene.
Il vigneto, racchiuso da antichi muri perimetrali in pietra a secco paragonabili ai clos francesi, si estende tra il giardino che circonda la villa e le balze che salgono verso la cima del Colle di Sant’Anna. L’attuale proprietà ha rivitalizzato il vigneto, rinnovando le parti necessarie ma conservando ceppi che superano i settant’anni di età, custodi della memoria ampelografica del sito.
Le annate oggi disponibili sono 2021, 2022 e 2023, ciascuna interpretazione diversa dello stesso vigneto cittadino coltivato esclusivamente a Merlot. L’annata 2025, invece, sta completando il proprio affinamento in barrique e verrà imbottigliata solo dopo il tempo necessario alla sua evoluzione, con un nuovo assaggio tecnico previsto insieme all’enologo che segue il progetto.

Un vino premiato a livello internazionale

Il percorso qualitativo di MEDUSA ha già ottenuto importanti riconoscimenti internazionali. L’annata 2022 ha conquistato la Medaglia d’Oro al Frankfurt International Trophy 2026 e la Medaglia d’Oro al Concours International de Lyon 2026, confermando l’eccellenza del lavoro svolto in cantina.
L’annata 2021 aveva già ottenuto la Medaglia d’Argento al Frankfurt International Trophy 2025, segnando l’inizio di un percorso di riconoscimento internazionale per un vino nato in uno dei più rari vigneti urbani d’Italia.

Arte e memoria: il legame con Ettore Donini

Villa Badia Piccola non è soltanto vino. Negli anni, la dimora è stata anche luogo di incontro artistico e culturale. Tra le figure più legate a questi ambienti spicca Ettore Donini, pittore e restauratore che per oltre dieci anni lavorò al recupero degli interni della villa.
Le sue opere e la sua sensibilità artistica continuano ancora oggi ad abitare gli spazi della dimora, lasciando tracce vive nelle sale e contribuendo a creare un dialogo silenzioso ma profondo tra arte, paesaggio e viticoltura.

Un percorso di valorizzazione contemporanea

Negli ultimi mesi, Villa Badia Piccola ha avviato un percorso di valorizzazione volto a rafforzare l’identità narrativa e contemporanea di MEDUSA, senza alterare il carattere autentico e riservato che da sempre appartiene alla villa.
L’obiettivo è costruire nel tempo un vino sempre più riconoscibile nel panorama bresciano, non soltanto come etichetta, ma come espressione culturale di un luogo raro, privato e profondamente legato alla città di Brescia.

Maurizia Pasini di Villa Badia Piccola

L’evento AIS Lombardia: Villa Badia Piccola protagonista a Brescia

La singolarità di Villa Badia Piccola sarà al centro anche di un importante appuntamento organizzato da AIS Lombardia. Martedì 15 settembre 2026, presso la sede AIS di Brescia, in via Triumplina 11, si terrà l’evento “Villa Badia Piccola: un vigneto urbano a Brescia”.
La serata offrirà agli appassionati e ai professionisti del settore l’opportunità di conoscere da vicino la storia della villa, il suo vigneto urbano e il progetto enologico MEDUSA, attraverso un percorso di degustazione dedicato alle diverse annate del Merlot cittadino.

Un’occasione preziosa per scoprire come, nel cuore di una città storicamente vocata al vino, un piccolo vigneto urbano possa ancora oggi trasformarsi in un simbolo di identità, memoria e innovazione.
Villa Badia Piccola rappresenta così una delle espressioni più affascinanti della viticoltura contemporanea: un luogo dove il tempo non viene cancellato dall’evoluzione urbana, ma custodito e raccontato attraverso il vino, l’arte e il paesaggio.

Sito Web Villa Badia Piccola

Instagram Medusa Wine

Emanuele Lavizzari
Emanuele Lavizzari

Dopo un titolo accademico in Lingue e Letterature Straniere ha lavorato in ambito turistico-alberghiero tra Spagna e Italia e nel settore della tecnologia in Germania. In seguito a un master universitario in ideazione e produzione audiovisiva approda al giornalismo. Ha collaborato con alcune testate locali in Lombardia, prima di giungere all’Associazione Italiana Sommelier, dove attualmente è responsabile del coordinamento redazionale e direttore editoriale della rivista “Vitae”. Ama l’impressionismo musicale, la poesia simbolista e le contaminazioni fra generi nella musica e nella letteratura. Passa agevolmente da una tastiera di pc a quella di un pianoforte, anche se tra i due preferisce decisamente il secondo. Questo è il motivo per cui si è dedicato a ulteriori studi e ha conseguito una laurea magistrale in Scienze della Musica con una tesi sul compositore spagnolo Manuel de Falla. Suoi grandi interessi sono anche l'analisi dei linguaggi dei mass media e l'atletica leggera. Ha corso tanti chilometri in pista, su strada e su percorsi campestri e non si è ancora stancato di farlo.

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