Handmade Wine: se non c’è, facciamolo noi!
La seconda edizione di Handmade Wine torna a Guastalla (RE): vino, dj set e convivialità nel chiostro dell’ex Ospedale ( noto anche come Ospedale Vecchio)
Ci sono progetti che nascono così, da una passione comune e dalla convinzione che “se qualcosa non c’è, vale la pena provare a farsela da soli”. È un po’ questa la filosofia dietro Handmade Wine, che domenica 4 ottobre torna per la seconda volta a Guastalla, dalle 11 alle 20, nella suggestiva cornice del chiostro dell’ex Ospedale, piazza Matteotti 4. L’evento si terrà anche in caso di maltempo.

A raccontarmi l’iniziativa sono Paolo Lasagni e Danilo Incerti (conosciuto come Pincio), che da anni, insieme a un gruppo di amici, organizzano Handmade, il festival di musica indipendente che ogni giugno anima il parco di Tagliata di Guastalla. È da quell’esperienza, fatta di artisti, artigianato e voglia di costruire occasioni di incontro, che nasce anche l’idea di portare a Guastalla un appuntamento dedicato al vino. A contribuire alla costruzione di Handmade Wine c’è Andrea Lasagna, che grazie alla sua esperienza mette a disposizione dell’organizzazione contatti e conoscenze maturate nel mondo delle cantine. E il suo ruolo non finisce qui: durante la manifestazione è uno dei volti operativi di Handmade Wine, pronto a dare una mano ai banchi quando qualche produttore non può essere presente. Un aiuto prezioso per far funzionare la macchina dell’evento.
La prima edizione di Handmade Wine è stata organizzata nel giugno del 2025 in appena due mesi, senza una storia alle spalle che potesse convincere i vignaioli a partecipare. “Il nostro curriculum era bianco”, ricordano con una certa ironia. “Eppure alcuni produttori hanno accettato di fidarsi di noi, molti per simpatia, altri forse incuriositi da un progetto che aveva qualcosa di diverso dal consueto”.

Il vino, prima di tutto, come incontro
Handmade wine porta a Guastalla circa una ventina di cantine, scelte senza seguire un manifesto ideologico sul vino e senza cercare di costruire una maratona del calice riservata agli appassionati più esperti. A Paolo e Danilo interessa certamente il modo in cui lavorano i produttori, però non basta che dietro una bottiglia ci sia un vino “fatto bene”. Conta tanto anche la persona che è invitata a raccontarlo: deve essere autentica, appassionata, avere voglia di stare con gli altri e di condividere il proprio lavoro. “Nella scelta delle cantine da invitare questo ha un peso. Deve esserci la disponibilità del vignaiolo a dialogare con gentilezza e a incontrare volentieri le persone, a contribuire al clima di convivialità della manifestazione. Si permette così alla gente di degustare il vino e, contemporaneamente, di capire da dove arriva, come nasce, perché è stato fatto proprio in quel modo”. Da quello che mi raccontano i due amici, un prodotto potrebbe anche essere blasonato, ma se appartenente a un vignaiolo scortese e maleducato, non troverebbe spazio in una manifestazione come Handmade wine.

Il chiostro e Guastalla
Poi c’è il luogo. Paolo e Danilo volevano che Handmade Wine avesse una casa precisa, possibilmente uno spazio riconoscibile di Guastalla. La scelta è caduta sul chiostro dell’ex Ospedale Vecchio, una cornice suggestiva e raccolta, che ben si presta all’evento e offre riparo tanto dal sole quanto dalla pioggia. “Nella Bassa gli appuntamenti di questo tipo non sono numerosi. C’è sempre da spostarsi. Gli eventi dedicati al vino si incontrano più facilmente risalendo verso le colline reggiane e modenesi; sul Po sono meno frequenti”. Portare Handmade Wine a Guastalla significa anche provare a colmare, nel proprio piccolo, questa distanza: creare qui un’occasione per incontrare il vino, la musica e le persone, senza dover necessariamente andare altrove per cercarla.

Una festa, senza trasformarla in un affare
La selezione delle cantine che prendono parte a Handmade wine si allarga oltre i confini emiliano romagnoli. L’Umbria, per esempio, è presente perché ha da sempre un posto speciale nel cuore di Danilo. Per le edizioni future l’idea è continuare su questa strada, senza porsi limiti e, perché no, invitando anche vignaioli esteri, come già accade da anni con gli artisti che partecipano a Handmade Festival. L’importante è preservare la dimensione umana, l’atmosfera informale e il divertimento.
C’è una scelta, in particolare, che racconta molto bene lo spirito con cui Paolo e Danilo pianificano Handmade Wine: i produttori non pagano per partecipare. Le cantine invitate arrivano al chiostro senza doversi preoccupare della logistica: ghiaccio, materiali, allestimento delle postazioni e tutto ciò che serve viene gestito dall’organizzazione e messo a loro disposizione gratuitamente.
L’ingresso per il pubblico costa 15 euro e comprende il bicchiere e la possibilità di assaggiare tutti i vini dei produttori presenti. Niente gettoni da comprare uno alla volta, niente passaggi continui alla cassa, niente conto da ricostruire alla fine della giornata. Si entra, si prende il calice e si comincia il giro. Il dj set all’ombra di una Sophora accompagna la giornata, mentre la Pro Loco di Guastalla si occupa della parte gastronomica. Parlando di Handmade Wine con i suoi ideatori, ricorre spesso la parola festa. Non una festa rumorosa e scomposta né costruita a tavolino. Una festa che nasce spontaneamente: vino e dj set si incontrano nello stesso spazio e producono qualcosa che, alla fine, è soprattutto un modo di stare insieme. Lo si è visto già nella prima edizione, quando molti produttori, arrivata l’ora di chiudere, non avevano particolare fretta di andarsene.
Handmade Wine, in fondo, nasce da un’idea molto semplice. Se c’è qualcosa che piace, se manca nella propria città e se si pensa che potrebbe far stare bene le persone, si può aspettare che qualcun altro la organizzi. Oppure si può provare a farla.
A Guastalla, domenica 4 ottobre, dalle 11 alle 20, si può vedere cosa succede quando le passioni decidono di incontrarsi nel posto giusto. E magari scoprire che, qualche volta, per una festa non servono poi molte cose: un calice, un po’ di musica, qualcosa da mangiare e qualcuno con cui parlare. E una buona ragione per restare un po’ più a lungo.

Sito: https://www.handmadefestival.it/
Instagram: https://www.instagram.com/handmadewineguastalla?stkn=ZW80b2FhM3F0aXZv
