Alto Piemonte: il supervulcano e i super vini – 2
Bramaterra e Boca
Proseguiamo con le denominazioni dell’Alto Piemonte e con i loro vini dallo spiccato corredo minerale, tannini morbidi e cesellati, vibrante acidità e l’eleganza che parla di equilibrio tra l’austero nebbiolo, gli altri vitigni del blend e un territorio dinamico e complesso. Qualche nota sui vitigni autoctoni che spesso accompagnano il nebbiolo. La vespolina, nome che deriva dalle vespe che amano i dolci acini, è coltivata in Alto Piemonte fin dal XVIII secolo, poi la produzione diminuì per la sensibilità alla fillossera. Al nebbiolo aggiunge colore, la tipica nota di pepe dovuta al ricco corredo di “rotundone” e intense note floreali. Vinificata anche singolarmente per vini sia giovani e fruttati sia ricchi e longevi. L’uva rara, o bonarda novarese, ha bassa acidità e lunga conservabilità, aggiunta al blend per l’intenso colore viola, i tannini contenuti e l’aiuto alla bevibilità. Più conosciuta la croatina, diffusa in Alto Piemonte, Oltrepò Pavese e Tortonese, in blend con il Bramaterra per aggiungere un tocco fruttato, polifenoli e tannini.
I vini Bramaterra e Boca sono stati degustati in sala stampa nel corso del Taste Alto Piemonte 2025 organizzato dal Consorzio Tutela Nebbiolo Alto Piemonte.

Il Bramaterra
Vino antico, citato la prima volta nel 1447, prodotto da pochi appassionati produttori. Pare che il nome derivi dai contadini che, divenuti liberi, “bramavano” di coltivare la vite. Conosciuto anche come il Vino dei Canonici perché era il vino preferito dal clero vercellese. La Doc è stata riconosciuta nel 1979, l’area di produzione comprende le quote collinari, 200-600 slm di sette comuni fra Biella e Vercelli. Previsto l’utilizzo del nebbiolo (50-80 %), croatina (max.30%), uva rara e vespolina, da sole o congiuntamente, max.20%. Invecchiamento minimo 22 mesi,18 in legno, 34 mesi, 24 in legno, per la Riserva; prevista la menzione “vigna”. I suoli dell’area sono composti dal disfacimento dei porfidi e rocce vulcaniche poi coperti dalle sabbie marine dell’era pliocenica. Qualche presenza di rocce carbonatiche e calcaree.
Bramaterra Doc 2021 – Antoniotti Odilio
80% nebbiolo, 10% croatina, 7% vespolina, 3% uva rara. Vinificazione in tini di cemento interrati; affinamento 30 mesi in botti di rovere e 6 mesi in bottiglia.
Rubino luminoso. Ampio profilo olfattivo di rosa, viola, lampone, frutti di bosco, poi le note di pepe, cannella e foglie di tabacco. Il sorso è di buona struttura, sostenuto dal tannino diffuso e setoso, intrigante sul corredo acido- sapido, affascinante per i richiami ferrosi. Finale persistente di frutta.
Bramaterra Doc 2021 – Lorenzo Ceruti
70% nebbiolo, 20% croatina, 5% vespolina, 5% bonarda. Vinifica in acciaio e affina per 24 mesi in botti di rovere da 5 hl, poi 6 mesi in bottiglia.
Rubino luminoso. Intenso olfatto di viola appassita, che abbraccia con finezza i frutti di bosco, il pepe nero, i chiodi di garofano, la cannella, la china, il tabacco, i sentori ematici e ferrosi. La progressione gustativa del sorso, fine e complesso, è guidata dalla freschezza e dai tannini integrati. Lungo finale fruttato.
Bramaterra Doc 2021 – La Psigula
80% nebbiolo, 15% vespolina, 5% croatina. Vinifica in acciaio, affina 24 mesi in botte di rovere e 12 in bottiglia.
Rubino luminoso. Naso di minerale ferroso, gommosa di frutti rossi, pepe nero, vaniglia, arancia tarocco. Al palato si presenta fine, di buona struttura. Il piacevole sorso è sorretto dalla freschezza integrata con la sapidità e i tannini. Lungo finale speziato.
Bramaterra Doc Rocce di Luce 2021 – Noah
80% nebbiolo, 10% croatina, 10% vespolina. Vinificazione in acciaio, affinamento 20 mesi in botti di rovere di slavonia di 28 e 14 hl, poi qualche mese in bottiglia.
Rubino brillante. L’olfatto, sullo sfondo affumicato, percepisce il sottobosco, le ciliegie sotto spirito, sentori ferrosi, il pepe nero. Il sorso è piacevole, elegante, di gran fascino per il sapiente gioco tra la freschezza e la mineralità, portato avanti dal tannino vellutato e dalla morbidezza. Finale persistente.
Bramaterra Doc 2018 Tenute Sella
70% Nebbiolo, 20% croatina, 10% vespolina. Vinifica in acciaio; 28 mesi di affinamento in botti in rovere di Slavonia.
Rosso granato. Profilo olfattivo stratificato e dinamico sulle note minerali, viola appassita, gommosa ai frutti di bosco, pepe nero e china. Sorso strutturato e avvolgente, armonioso per i tannini morbidi ed equilibrati. Finale lungo e piacevolmente sapido.
Il Bramaterra si presenta elegante, strutturato e longevo, di grande fascino per le peculiarità minerali e sapide che il nebbiolo assume sui suoli della denominazione.

Il Boca
Anch’esso vino di antica origine: già Plinio il Vecchio scriveva delle viti che ricoprivano le colline di Boca; nel 1300 il cronista novarese Pietro Azario lo definì “rinomato sin dall’antichità”; numerose le testimonianze di forniture di Boca ai soldati spagnoli diretti a combattere in Lombardia. Oltre che sulle rocce vulcaniche, i porfidi e i tufi del supervulcano, le uve crescono su suoli morenici originati dai ghiacciai del Monte Rosa, composti da argilla, sabbia, ciottoli friabili di granito e porfido, nonché sulle rocce dolomitiche sfaldate del vicino Monte Fenera. Il clima di Boca è costantemente ventilato e con forti escursioni termiche per le correnti del Monte Rosa in un quadro di inverni e primavere temperati ed estati e autunni caldi e soleggiati grazie al riparo del Monte Fenera.
La Doc Boca, riconosciuta nel 1969, prevede l’uso del nebbiolo (70-90%), vespolina e uva rara da sole o congiuntamente (10-30%). La zona di produzione comprende le quote collinari, 300-550 slm, del comune di Boca e parte di quattro comuni limitrofi. Invecchiamento minimo 34 mesi, 18 in legno, 46 mesi, 24 in legno, per la Riserva.
Boca Doc 2021 – Carlone Davide
85% nebbiolo, 15% vespolina. Vinificazione in legno; affina 34 mesi di cui almeno 18 in rovere di Slavonia, poi almeno 4 mesi in bottiglia. Granato carico. Naso intrigante e complesso di pepe nero, cardamomo, arancia tarocco, mirtillo, mora e susina rossa maturi, finale olfattivo di liquirizia. Il sorso è ampio, complesso e deve la sua eleganza al gioco combinato di sapidità, mineralità e setoso tannino. Lungo finale sull’arancia e sul pepe.
Boca Doc Il Rosso delle Donne 2021 – Castello Conti
80% nebbiolo, 15% vespolina, 5% uva rara. Vinificazione e affinamento in legno con alcuni mesi in bottiglia. Rubino carico. Bouquet olfattivo fine e intenso di susina rossa, frutti di bosco, arancia sanguinella, viola e rosa fresche e pepe nero. Sorso preciso, composto, piacevole, con un tannino morbido ben distribuito che trasporta la freschezza e la mineralità. Finale lungo di arancia e pepe nero.
Boca Doc 2021 – Tenute Guardasole
Biologico. 85% nebbiolo, 15% vespolina. Vinifica in acciaio; affina 34 mesi, 30 in botti di rovere. Granato brillante. Naso complesso e fine di scorza di arancia tarocco, ribes, timo, origano, pepe nero su un piacevole sfondo di toni ferrosi ed ematici. Il sorso si dirige al centro del palato per poi impegnare tutta la bocca trainato dal tannino setoso e diffuso che sostiene la struttura e veicola mineralità e sapidità. Finale persistente con richiami ferrosi.
Boca Doc 2020 – Silvia Barbaglia
80% nebbiolo, 20% vespolina. Vinifica in acciaio, affina 36 mesi di cui 24 in botti di rovere. Granato profondo. Subito sentori ematici e ferrosi, poi giungono piacevoli sentori di viola mammola, gommosa di susina ed erbe miste per arrosti. Al palato si presenta elegante, prima sottile poi mostra i muscoli, sorso piacevolmente minerale, sapido e con morbidi e distribuiti tannini. Persistente.
Boca Doc Vigna Cristiana 2016 – Podere ai Valloni
70% nebbiolo, 20% vespolina, 10% uva rara. Vinificazione in acciaio; affina 36 mesi in botti di rovere e un anno in bottiglia. Granato con unghie aranciate. Naso evoluto ed elegante che richiama la balsamicità, le caramelle gommose di frutta rossa, il sottobosco, la terra bagnata, il fogliame secco, il tabacco da pipa, il minerale ferroso. Entra sul palato a voce bassa per poi diventare frontman grazie all’equilibrio tra la sapidità, la mineralità, il tannino diffuso e la morbida evoluzione.
I vini degustati testimoniano che il Boca è dotato di grande carattere e attitudine all’aggraziata longevità. I morbidi e cesellati tannini e la dinamica verticale dettata dalla sapida mineralità e vibrante acidità convivono con la dinamica struttura che tende ad allargarsi nel corso dell’assaggio. Un preciso equilibrio tra il blend, marcato dall’austero e sapido-minerale nebbiolo, e il fragile e resiliente terroir.
