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Coltivare e Produrre
22/05/2026
Di Alessandro Franceschini

Argentiera, i venti anni del Bolgheri Superiore

Venti anni sono solitamente una prima data spartiacque importante nella vita di chiunque e anche nel caso di un vino rappresentano un primo arco temporale dopo il quale fermarsi per cominciare a capire cosa si è fatto, a quale punto del percorso si è arrivati e dove si intende proseguire. È quello che recentemente ha fatto Argentiera, uno dei nomi di riferimento del territorio bolgherese, che con l’uscita del millesimo 2023 del Bolgheri Superiore Doc festeggia i venti anni del vino che più identifica la filosofia dell’azienda nata nel 1999.

L’arrivo di Stanislaus Turnauer e la costruzione del team Argentiera

“Per me Argentiera è davvero un sogno realizzato. Anche se può sembrare una frase fatta, nel mio caso è vera. Ascoltando un podcast ho sentito una domanda interessante: è possibile diventare più grandi di sé stessi? Questo mi ha fatto pensare che forse Argentiera potrà essere qualcosa di più grande di noi, qualcosa che resterà nel tempo, nata dal percorso di una persona austriaca arrivata in Italia e cresciuta insieme al suo team”. Una dichiarazione di intenti, quella espressa da Stanislaus Turnauer, imprenditore austriaco che ha rilevato l’azienda nel 2016, in apertura dell’incontro con la stampa. A capo di Constantia Industries, solido gruppo industriale austriaco a conduzione familiare, con l’acquisizione di Argentiera ha contemporaneamente cambiato anche vita, trasferendosi con la famiglia da Vienna in mezzo ai cipressi e i filari di questo magnifico territorio, ormai diventato un’icona di eccellenza in tutto il mondo.
“Ci siamo in qualche modo innamorati dello stile italiano e dello sviluppo del team di Argentiera. È stato straordinario crescere insieme, costruire una nuova visione e assumersi la responsabilità di valorizzare questo territorio unico”. Tra gli attori protagonisti di questo team oggi troviamo Federico Zileri Dal Verme, iniziatore del progetto e attuale Ceo dell’azienda, Nicolò Carrara, enologo già presente dalla vendemmia 2009, che ha proseguito nel solco dell’imprinting iniziale dato da Stephane Derenoncour, Leonardo Raspini, direttore generale dal 2019 e con alle spalle importanti esperienze professionali da Ornellaia, Masseto e Cecchi Wines.

Nicolò Carrara, Stanislaus Turnauer e Leonardo Raspini

Nell’estremo meridione della denominazione

Una delle peculiarità di Argentiera è non tanto e solo la sua appartenenza alla denominazione di Bolgheri, quanto la sua particolare collocazione all’interno del territorio bolgherese, ovvero nella sua parte più meridionale, sulle alture di Donoratico. La tenuta, appartenuta alla famiglia Serristori di Firenze, che l’aveva acquisita nel 1512, è composta da 85 ettari con vigneti che si estendono su fasce e terreni diverse: dalla zona più vicina all’Aurelia, 30 ettari nella zona di Poggio ai Ginepri, ricca di materiali ferrosi, si va a Villa Donoratico, 12 ettari di argilla e limo, fino a salire verso la zona più vocata, l’altopiano de I Pianali, 43 ettari a circa 200 metri di altitudine, con terreni calcareo-argillosi, ricchi di scheletro. È proprio in quest’ultima porzione di vigneti che vengono selezionate le uve che danno poi origine al Bolgheri Superiore Doc.

La carta d’identità del Bolgheri Doc Superiore

“Non ci sono stati cambiamenti di visione complessiva nel corso degli anni, quanto piccoli ma importanti cambiamenti. L’obiettivo è sempre quello di realizzare vini molto precisi” spiega l’enologo Carrara nell’introdurre la filosofia complessiva dell’azienda e quella del vino protagonista della verticale che ha spaziato dalla prima annata, la 2003, sino al millesimo attualmente in commercio, il 2023, con vini tutti in formato magnum.
“La vendemmia è parcellare, non pigiamo le uve e poi diraspiamo. La fermentazione è lenta, soffice, in acciaio, parte in 48 ore, e poi l’infusione dura per 20/25 giorni” continua l’enologo che sottolinea un modo di procedere in cantina sempre molto “slow”, che mira a una delicata estrazione del frutto. La maturazione nel legno dura solitamente al massimo 16 mesi, sia in barrique, una piccola parte delle quali nuove, che in tonneaux e botti grandi. Le percentuali delle tre varietà che lo compongono, vale a dire il classico taglio bordolese composto da merlot, cabernet sauvignon e cabernet franc, nel corso del tempo è progressivamente cambiato e ora vede il merlot, prevalere rispetto al cabernet sauvignon.

Stanislaus Turnauer

La verticale

Bolgheri Doc Superiore 2003
Cabernet Sauvignon 50% Merlot 35% Cabernet Franc 15%
“Erano vigne al terzo anno di età, ed è stata la prima occasione per presentarci” ricorda Raspini, sottolineando l’eccezionalità di un anno tra i più siccitosi di sempre, un po’ ovunque in Italia, e che segna anche il debutto del vino. Nel bicchiere è un campione vivo, assolutamente non stanco come ci invece era lecito attendersi. Note di zenzero, canfora e vaniglia, qualche accenno di sottobosco, ma nessuna nota ossidativa, anzi, sfumature di ciliegie mature di bella vivacità. Al palato ha una tensione inaspettata, che lo rende ancora un ottimo compagno della tavola.

Bolgheri Doc Superiore 2006
Cabernet Sauvignon 50% Merlot 40% Cabernet Franc 10%
“Durante l’allegagione fece molto caldo, ci fu una concentrazione dei grappoli e una conseguente disidratazione” commenta questa volta Carrara. E in effetti il vino si presenta con una grande concentrazione al naso, molto ricco nella sua trama fruttata, ma con note balsamiche altrettanto piacevoli. Al palato la trama tannica è ancora importante ma avvolgente e setosa, con un finale meno teso e fresco, ma comunque di ottima fattura.

Bolgheri Doc Superiore 2007
Cabernet Sauvignon 60% Merlot 30% Cabernet Franc 10%
Fu un’annata fresca e regolare, vendemmia inclusa e fu anche l’annata che vide la nascita della nuova e prima cantina (fino ad allora la vinificazione avveniva altrove) con l’introduzione della caduta a gravità degli acini nelle vasche. È un vino decisamente elegante, balsamico e mentolato al naso, con tratti ferrosi e minerali, ma soprattutto con una trama tannica sottile e un finale lungo, speziato, con una dinamicità al palato molto naturale.

Bolgheri Doc Superiore 2009
Merlot 50% Cabernet Sauvignon 40% Cabernet Franc 10%
Arriva il nuovo enologo, Nicolò Carrara, e l’annata è nuovamente fresca, regolare, con un’anticipazione della raccolta del merlot. Apre con note che ricordano il pepe e una nota balsamica sempre molto rinfrescante che accompagna tutto lo sviluppo del vino. Al palato ha struttura e freschezza, con una chiusura molto persistente che richiama la confettura di ciliegie. Vino in ottima forma e di bella definizione complessiva.

Bolgheri Doc Superiore 2013
Cabernet Sauvignon 55% Merlot 35% Cabernet Franc 10%
È il vino che celebra il primo decennale e cade in un’annata particolare, avara per quantità a causa di una grandinata che arrivò alla fine di maggio. Meno esuberante di altri campioni della verticale, appena versato, sfodera un bel ventaglio di note speziate e un frutto maturo, di bella definizione. Ma è al palato che si esprime il meglio, con un ottimo equilibrio e una bella tensione fresca e mentolata.

Bolgheri Doc Superiore 2016
Cabernet Sauvignon 50% Merlot 40% Cabernet Franc 10%
“Per me è stata la prima vera annata completamente soddisfacente con uve perfettamente mature” spiega l’enologo nel commentare l’annata che vede l’arrivo del nuovo proprietario, l’imprenditore austriaco Turnauer. Mineralità e balsamicità, con delicate note di lamponi e ciliegie, connotano un tratto olfattivo molto elegante. Il palato è coerente, delicato, con un tannino di grana molto sottile e una freschezza coinvolgente.

Bolgheri Doc Superiore 2017
Cabernet Sauvignon 50% Merlot 40% Cabernet Franc 10%
“Un’annata estrema, con pochissima pioggia, alla quale abbiamo sopperito con il nostro impianto di irrigazione. Caddero meno di 200 millimetri da gennaio a luglio” ricorda sempre Carrara. Una sfida vinta, che restituisce nel bicchiere un vino di grande stoffa: note floreali di lavanda, un frutto che ricorda più i lamponi che le ciliegie, con un’ottima tensione al palato e un tannino vivo di bellissima tessitura. Tra i migliori della verticale.

Bolgheri Doc Superiore 2019
Merlot 50% Cabernet Sauvignon 44% Cabernet Franc 6%
Il merlot comincia a diventare protagonista, in un’annata nella quale matura magnificamente e dà il cambio al cabernet sauvignon, che comincia a essere meno produttivo. Il profilo olfattivo diventa più fruttato e speziato in questo caso, ma sempre molto preciso, con sfumature di macchia mediterranea. Al palato è ricco, con un tannino importante e ancora graffiante e un finale più sapido che fresco.

Bolgheri Doc Superiore 2021
Cabernet Sauvignon 48% Merlot 45% Cabernet Franc 7%
“È stata l’unica vendemmia senza un cambio di stagione a fine estate, con la classica pioggia di fine agosto e fu una vendemmia precoce”. Torna al naso una piacevole nota floreale e un frutto dolce e delicato. Al palato cambia completamente registro, con una trama tannica importante, quasi poderosa e una freschezza più nascosta. Vino in fieri e ancora da attendere in questo momento.

Bolgheri Doc Superiore 2023
Merlot 48% Cabernet Sauvignon 42% Cabernet Franc 10%
“È stata un’annata atipica, con la pioggia di maggio che ci ha donato la riserva necessaria per una vendemmia che poi è avvenuta con grande tranquillità”. Il vino del ventennale è in questo momento un po’ la firma della filosofia aziendale: preciso e fine. Le note fruttate di ciliegie, le spezie, un tocco di rovere, definiscono un tratto olfattivo senza sbavature, di ottima fattura. Freschezza e balsamicità non mancano al palato, con un allungo finale che ricorda note fruttate di bella eleganza.

Alessandro Franceschini
Alessandro Franceschini

Giornalista free-lance, milanese, scrive principalmente di vino, grande distribuzione e temi inerenti il mondo agroalimentare. Dirige il sito e la rivista ViniPlus dell'Associazione Italiana Sommelier della Lombardia, è docente ai Master della Scuola di Comunicazione dell’Università IULM di Milano, collabora con diverse testate di settore e non.

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