Europa Centrale e Orientale: la nuova frontiera del vino

L’Europa centrale e orientale si sta affermando come una nuova frontiera del vino, offrendo una vasta gamma di vitigni autoctoni e vini di alta qualità. La recente “Ultimate CEE Wine Fair” a Londra ha messo in luce questa realtà emergente, presentando vini provenienti da 15 paesi. I vini ucraini, croati, ciprioti, bosniaci, erzegovesi e rumeni hanno particolarmente impressionato per la loro autenticità, diversità e potenziale. Questa regione vitivinicola rappresenta la prossima grande storia del vino, pronta a conquistare il mondo con i suoi sapori unici e le sue tradizioni millenarie.
L’Europa centrale e orientale – scrive Jancis Robinson – si sta imponendo come la nuova stella nascente nel firmamento vinicolo, offrendo una sinfonia di vitigni autoctoni, tecniche di vinificazione innovative e storie di passione e resilienza. Un viaggio sensoriale tra terre incontaminate e tradizioni millenarie, alla scoperta di vini autentici e sorprendenti.
La recente “Ultimate CEE Wine Fair” di Londra ha aperto una finestra su questo mondo affascinante, presentando oltre 500 vini provenienti da 15 paesi dell’Europa centrale e orientale. Un’occasione unica per scoprire la ricchezza e la diversità di questa regione vitivinicola, troppo spesso trascurata dai riflettori internazionali.
I vini ucraini, presentati dalla Ukrainian Wine Company UK, hanno conquistato il cuore dei degustatori, non solo per la loro qualità, ma anche per il messaggio di speranza e resilienza che portano con sé. Nonostante le difficoltà legate al conflitto in corso, i produttori ucraini continuano a creare vini di grande carattere, come il Telti-Kuruk 2022 della cantina Beykush, un bianco dalla struttura impeccabile e dal profumo inebriante di pesca.
La Croazia, in particolare la regione dell’Istria, ha affascinato con la sua produzione vinicola sofisticata. La malvazija istarska, vitigno bianco autoctono, regala vini corposi e longevi, con note di mela e una piacevole mineralità. Il teran, invece, un rosso locale dal carattere deciso, sorprende con la sua freschezza e la sua generosa fruttuosità.
Cipro, ospite d’onore alla fiera, ha svelato una vera e propria rivoluzione vinicola. Grazie a condizioni climatiche favorevoli, vitigni autoctoni unici e una nuova generazione di vignaioli appassionati, l’isola sta producendo vini di straordinaria finezza ed eleganza. Il Commandaria 2016 di Kyperounda, un vino dolce da meditazione, è solo un esempio della ricchezza e della complessità dei vini ciprioti.
La Bosnia ed Erzegovina, con i suoi vini provenienti dalla regione di Herzegovina, ha offerto un assaggio della sua storia e della sua cultura. Il vitigno bianco zilavka, protagonista di vini dalla struttura solida e dal carattere deciso, evoca i tempi in cui questa regione era un importante fornitore di vino per l’Impero Austro-Ungarico.
La Romania, già presente sul mercato britannico, ha presentato una selezione variegata di vini, dimostrando la ricchezza e la versatilità dei suoi vitigni autoctoni. Il Tămâioasă Românească 2018 di Galicea Mare, un bianco secco complesso e strutturato ottenuto da uve Moscato, è stato una delle rivelazioni della fiera.
La “Ultimate CEE Wine Fair” ha confermato che i vini dell’Europa centrale e orientale meritano un posto d’onore nel panorama enologico mondiale. Con la loro autenticità, la loro diversità e la loro qualità in costante crescita, rappresentano la prossima grande storia del vino. Un viaggio entusiasmante alla scoperta di sapori e tradizioni uniche, che sapranno conquistare anche i palati più esigenti.