Le eccellenze di Vitae 2025 a Trieste con AIS FVG

Il grande appuntamento con Esperienze di Vitae 2025 è arrivato in Friuli Venezia Giulia. L’Associazione Italiana Sommelier FVG ha celebrato i vini d’eccellenza della regione nella suggestiva struttura del Magazzino 28 all’interno del Generali Convention Center del Porto Vecchio di Trieste. L’evento si è svolto lo scorso 23 marzo e ha riunito 75 produttori con 91 etichette selezionate per aver raggiunto il risultato più prestigioso nella fascia a partire da 90/100 nella Guida Vitae 2025 dell’AIS.


Una manifestazione per professionisti e appassionati
L’evento ha offerto un’opportunità unica di confronto tra addetti ai lavori e winelovers con banchi di assaggio a disposizione di tutti. La partecipazione ha garantito un’esperienza esclusiva in un contesto storico come il Porto Vecchio.


La qualità come filo conduttore
Il Friuli Venezia Giulia conferma il suo ruolo di regione di riferimento per l’enologia italiana, facendo incontrare tradizione e innovazione. I vini selezionati per Vitae 2025 riflettono questa identità, con un focus su vitigni autoctoni e prodotti realizzati con tecniche sostenibili. La regione è conosciuta a livello internazionale per la sua tradizione vinicola che affonda le radici nell’antichità, ma che continua a evolversi grazie alla passione e all’innovazione di produttori locali. La sua diversità climatica e geologica, che si estende dalle colline del Collio alla pianura, consente la produzione di una varietà di vini che spaziano dai bianchi freschi e aromatici ai rossi strutturati e corposi.


La premiazione
Il vicepresidente AIS FVG Roberto Filipaz ha invitato sul palco i produttori dei vini insigniti con le Quattro Viti dalla Guida Vitae 2025. Insieme a lui, al Presidente di AIS FVG Renato Paglia e al referente regionale del volume Vladimiro Tulisso, una foto da incorniciare ha visto i numerosi i vignaioli soddisfatti e gratificati da questa importante vetrina, che ha messo in evidenza il frutto del loro grande impegno in vigna e in cantina.



Foto di Robi Jakomin