Stephanie Wangui: una storia di vino e di inclusione

Stephanie Wangui: un viaggio dalla sommelerie londinese ai vigneti della Borgogna, una storia di passione, determinazione e inclusione. In un’intervista di James Lawrence per Wine-Searcher, Stephanie Wangui racconta il suo percorso, le sue motivazioni e le sue riflessioni su un settore in continua evoluzione.
Stephanie Wangui: un percorso non convenzionale
Nata in Kenya e trasferitasi nel Regno Unito da bambina, Stephanie Wangui non aveva inizialmente immaginato una carriera nel mondo del vino. La sua formazione era orientata alle scienze, con aspirazioni in medicina o nel diritto della proprietà intellettuale. Fu un periodo di studi a Bordeaux a farle scoprire il fascino del vino e della gastronomia, un’esperienza che si è rivelata determinante per il suo futuro. Dopo diverse esperienze lavorative, tra cui un periodo in un ente benefico e nella ristorazione, il lockdown ha offerto a Stephanie Wangui l’opportunità di riflettere sul suo percorso e di concentrarsi sul mondo dell’ospitalità, con un’attenzione particolare al prodotto.
Da Noble Rot alla Borgogna: una svolta decisiva
Nel 2021, Stephanie Wangui entra a far parte di Noble Rot, un rinomato gruppo di ristoranti londinesi, pur non avendo esperienza specifica come sommelier. Grazie al supporto dei proprietari Dan Keeling e Mark Andrew, Stephanie Wangui ha potuto crescere professionalmente, viaggiando, incontrando produttori di vino da tutto il mondo e ottenendo le prestigiose certificazioni WSET, fino a ricoprire il ruolo di senior sommelier.
Questo periodo ha consolidato la sua passione e le ha fornito una solida base per il suo successivo passo. Spinta dal desiderio di una conoscenza più profonda del processo di vinificazione, Stephanie Wangui ha deciso di intraprendere un nuovo capitolo in Borgogna, presso il prestigioso Domaine Guy Roulot a Meursault. Questa scelta, maturata durante un periodo trascorso nella Sierra de Gredos, in Spagna, dove incontrò Jean-Marc Roulot, nasce dalla volontà di vivere in prima persona ogni fase della produzione, dalla potatura alla fermentazione malolattica. L’incontro con Roulot si è rivelato cruciale, data la preesistente collaborazione tra il Domaine e l’attività di importazione dei proprietari di Noble Rot.
Un esempio di inclusione e diversità nel settore vinicolo
Il percorso di Stephanie Wangui non è solo una realizzazione personale, ma un potente messaggio di inclusione e diversità per l’intero settore vinicolo. Non provenendo da una famiglia di viticoltori, Stephanie Wangui aspira a ispirare altri a seguire le proprie passioni, indipendentemente dal loro background. Il suo obiettivo è contribuire a un cambiamento in un settore ancora oggi prevalentemente dominato da uomini bianchi, promuovendo un ambiente più accogliente e rappresentativo della società. Stephanie Wangui, con il suo esempio, dimostra che la passione e la determinazione possono aprire nuove strade e superare le barriere.
Le riflessioni di Stephanie Wangui sul futuro in Borgogna
Stephanie Wangui ricorda con particolare entusiasmo un abbinamento cibo-vino che l’ha colpita: un formaggio Comté stagionato per ben 42 mesi, abbinato a un tocco di alga nori e a un vino bianco della regione francese del Jura.
Stephanie si definisce un’appassionata dei vini del Vecchio Mondo, ovvero i vini prodotti in Europa, attratta dalla loro storia secolare, dalla ricchezza culturale che esprimono e dalle tradizioni che si tramandano di generazione in generazione. Tuttavia, riconosce anche il valore dell’innovazione e della sperimentazione che caratterizzano i vini del Nuovo Mondo, ovvero quelli prodotti in paesi come le Americhe, l’Australia, il Sudafrica e altri.