Successo per l’open day che unisce cantine lucane e ristorazione

Un successo inaspettato, un tutto esaurito che profuma di Primitivo, Greco, e dell’entusiasmo di chi ama la buona tavola. L’UNAHotel di Matera si è trasformato, lo scorso 25 febbraio, in un vero e proprio tempio dell’enogastronomia lucana, ospitando il primo open day “Vino e Territorio”, organizzato da PVF – Vinibas, in collaborazione con il Consorzio di Tutela della Matera DOC e l’AIS Basilicata.

Non una semplice degustazione, ma un’esperienza immersiva, un educational a 360 gradi pensato per i ristoratori, veri e propri “ambasciatori del gusto” sul territorio. L’obiettivo? Semplice e ambizioso: far conoscere a fondo i vini lucani, per esaltarne il potenziale negli abbinamenti con la cucina locale.
La formula, sapientemente orchestrata, ha alternato momenti di alta formazione a pause conviviali, con un via vai continuo ai banchi d’assaggio, presidiati dall’impeccabile brigata di servizio dell’AIS Matera. Quattro le masterclass che hanno fatto da filo conduttore, guidate dalla maestria del Dr. Giuseppe Baldassarre, relatore e consigliere nazionale AIS: un vero e proprio viaggio sensoriale tra i bianchi, i rosati, e i rossi di Basilicata, con un’incursione sorprendente nel mondo del vermouth, reinterpretato con un rosato di Primitivo che racchiude l’anima della murgia materana.

Ogni vino, un racconto. Ogni assaggio, un’emozione. Cinque etichette per masterclass, ognuna abbinata a un finger food studiato ad hoc: dal fagottino di lievito madre con cime di rapa e mozzarella che esalta il “Serenella” di Ditaranto, al burritos con cipolla rossa caramellata che si sposa perfettamente con lo “Stupor Mundi” di Carbone, passando per il sorprendente abbinamento del “Vermut” Cifarelli con mandorlaccio e rose di mandorle di Toritto. Un trionfo di sapori, che ha visto le sette cantine organizzatrici presentare nuove annate e prodotti, raccogliendo consensi unanimi.
La pausa pranzo, rigorosamente a base di piatti tipici lucani, ha aggiunto un ulteriore tocco di autenticità a una giornata già ricca di stimoli.
L’entusiasmo dei partecipanti è stato tale che molti si sono già prenotati per una seconda edizione. Un segnale chiaro: il vino, oggi, è più che mai un fatto culturale, un “moderatore” capace di creare connessioni, di raccontare storie, di suscitare emozioni. E la Basilicata, con i suoi tesori enologici, è pronta a farsi scoprire. La sete di conoscenza (e di buon vino!) è stata decisamente soddisfatta.
