“Sul vino contemporaneo”: un nuovo volume da poco in libreria
Giampaolo Gravina, uno dei più autorevoli e stimati critici enologici italiani, è scomparso improvvisamente il 6 febbraio del 2025. Essendo stata una morte non preannunciata, nessuno tra i suoi amici e colleghi era minimamente preparato a non rivederlo mai più per l’eternità, fatte salve eventuali ma imprevedibili rimpatriate metafisiche.
Con Giampaolo, Armando Castagno e io avremmo dovuto curare insieme una nuova rivista per Topic, la casa editrice fondata di recente da Marco Bolasco. Il relativo contratto stava per arrivarci proprio il giorno in cui Giampaolo se n’è andato ai Campi Elisi. Il progetto della rivista è quindi sfumato nel modo più amaro. Ma Giampaolo ha lasciato un’incredibile mole di testi inediti, in buona parte in uno stato avanzato di lavorazione. Armando ha quindi avuto la luminosa idea di costruire intorno ad alcuni articoli gravineschi incompiuti una nuova pubblicazione. Accogliendo contributi nostri e di altri autori.
Un progetto sui testi inediti di Giampaolo Gravina
Marco ha accolto l’idea con l’entusiasmo che ci aspettavamo. Grazie alla generosità di Sonia Patrichella, compagna di Giampaolo da una vita, abbiamo quindi avuto accesso al suo materiale incompiuto e abbiamo costruito il volume intorno all’architrave degli inediti gravineschi. A questi abbiamo affiancato testi di Armando e miei, seguendo nostalgicamente l’impianto dei libri che noi tre abbiamo firmato insieme negli anni scorsi (Vini da scoprire, La riscossa dei rossi leggeri, Vini artigianali italiani). Inoltre, abbiamo coinvolto colleghi ed esperti autorevoli quali Paolo De Cristofaro e Maurizio Gily; la produttrice piemontese Chiara Boschis; e infine – ma ovviamente non per ultimo – Corrado Dottori, personaggio originale che sa interpretare virtuosamente sia la figura del vignaiolo che quella dello scrittore.
Ne è nato un volume da pochi giorni disponibile in libreria e online: Sul vino contemporaneo. Nelle parole di Armando, “abbiamo cercato di riflettere su un tema vasto come il ‘vino contemporaneo’ nel solo modo che ci è parso sensato, alla maniera dei pittori cubisti: rinunciando cioè in partenza ad attaccarlo frontalmente. Il lettore non si imbatterà quindi nell’ennesima, velleitaria analisi dell’universo-vino, del suo presente e del suo futuro, spacciata per verità. Vi troverà, al contrario, un’indagine cauta, condotta da più investigatori, fatta di dubbi, ipotesi e domande più che di certezze, teoremi e risposte. Come osservando attraverso un prisma, abbiamo seguito implicazioni e riflessi del tema, in modo ora rigoroso, ora più rilassato, talora giocoso, fino al francamente stralunato. Saranno lettrici e lettori a dirci se lo stratagemma avrà funzionato, se questi testi, cioè, saranno stati capaci di stimolare in loro nuove riflessioni”.

La foto di apertura è di Kym Ellis Unsplash.