Terre di Pisa DOC: l’anima elegante della viticoltura pisana
Nel cuore della Toscana più autentica, tra colline di argilla, venti marini e suoli antichi, la DOC Terre di Pisa raccontano un territorio in piena rinascita. Qui il Sangiovese e le varietà autoctone trovano nuove forme di espressione, grazie al lavoro appassionato di aziende familiari e vignaioli visionari. Ogni vino diventa un tassello di un mosaico complesso, un viaggio nel calice che svela l’anima più sincera della Val d’Era.
Tra le dolci colline che separano l’Arno dal mare, là dove la Toscana si apre in un paesaggio di armonia e luce, nasce la Denominazione di Origine Controllata “Terre di Pisa”. È una realtà giovane, nata nel 2011 ma già capace di custodire un’eredità antica: quella di una viticoltura che da secoli accompagna la storia agricola e sociale della provincia pisana. Qui, la vite non è solo coltura, ma cultura. Le Terre di Pisa rappresentano oggi una delle aree più interessanti della nuova Toscana del vino, dove il carattere del Sangiovese incontra la spinta innovativa di vitigni internazionali e una comunità produttiva unita dal desiderio di raccontare il territorio attraverso il calice.
Un territorio e una storia da riscoprire
La DOC Terre di Pisa è stata riconosciuta nel 2011, con un primo focus sul Sangiovese, che qui trova un habitat interessante, e sul Rosso, frutto dell’unione tra Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Merlot e Syrah. Nel luglio del 2024 la denominazione ha ampliato il proprio orizzonte con le nuove tipologie Bianco, Vermentino e Rosato, un segnale di apertura e di crescita. Protagonista è il Vermentino, ma si possono utilizzare anche altri vitigni come Trebbiano e Malvasia con l’obiettivo di spingere sui bianchi perché la denominazione può diventare un punto di riferimento anche per un pubblico meno esperto: per molti consumatori, infatti, una DOC è una garanzia, un elemento rassicurante che rafforza il valore del territorio.
A presidiare la qualità e l’identità del marchio c’è il Consorzio Vini Terre di Pisa: “Il nostro è un Consorzio nato grazie alla volontà di un gruppo di produttori storici dell’area con l’intento di promuovere un territorio che da sempre ha prodotti vini di alta qualità – spiega la presidente Venerosi Pesciolini – Il lavoro fatto in questi anni (pur frenato dal terribile periodo del Covid, ma portato avanti da Nicola Cantoni che mi ha preceduto e che ringrazio) ci ha permesso di far conoscere nel mondo, grazie a numerose attività estere, tutto il valore espresso dalle nostre aziende”. Il consorzio fondato nel 2018 e oggi composto da diciassette aziende familiari, custodi di una produzione complessiva di circa 300.000 bottiglie l’anno e 300 ettari potenziali da rivendicare. Ne fanno parte Badia di Morrona, Azienda Agricola Castelvecchio, Cupelli Spumanti, Fattoria Fibbiano, Tenuta di Ghizzano, I Giusti e Zanza, Podere Pellicciano, Podere La Chiesa, Podere Borgaruccio, Le Palaie, Azienda Agricola Pietro Beconcini, Marina Romin, Podere Spazzavento, Fattoria Uccelliera, Usiglian del Vescovo, Fattoria Villa Saletta e Villa Cosmiana. Alla presidenza, Ginevra Venerosi Pesciolini della Tenuta di Ghizzano, affiancata da Leonardo Beconcini, guida il Consorzio verso una nuova fase di sviluppo, con l’obiettivo di consolidare il legame tra vino, territorio e persone.

Un mosaico di colline e fossili marini
Le Terre di Pisa coincidono in gran parte con la Val d’Era, che prende il nome dal fiume Era, affluente dell’Arno, e dai quattro piccoli torrenti che la attraversano, disegnando un paesaggio di colline e pianure che si alternano in equilibrio naturale. Il territorio si divide idealmente in tre aree principali: la piana di Ponsacco e Cascina, la zona collinare di Terricciola, cuore pulsante della denominazione e sede di numerose aziende, e infine l’area di San Miniato, ultimo comune del Consorzio, dove i rilievi si fanno più alti e i suoli più argillosi.
Come sottolinea Cristina Mercuri, prima Master of Wine donna in Italia: “Sarebbe importante comunicare con chiarezza le differenze tra le tre macrozone — Fauglia verso il mare, Terricciola al centro e San Miniato nell’entroterra — perché ciascuna ha un clima e un’identità distinta. Fauglia è più mediterranea e luminosa, Terricciola più collinare e calcarea, San Miniato più continentale e austera. Raccontare questa diversità aiuta a dare curiosità e identità ai vini, creando coerenza e riconoscibilità”. L’Era taglia il territorio in due grandi quadranti, separando le colline centrali dalle aree più pianeggianti, mentre i terreni raccontano una storia antichissima: sabbie e argille di origine marina, ricche di fossili, conchiglie e residui calcarei, e persino resti di balene fossili rinvenuti nell’area di San Miniato. A Peccioli, nel cuore della denominazione, la memoria geologica diventa cultura con il Parco Preistorico, a ricordare la profondità temporale di queste terre.
Clima, sostenibilità e vocazione naturale
Il clima delle Terre di Pisa è mite ma caratterizzato da forti escursioni termiche tra giorno e notte, che favoriscono la concentrazione aromatica delle uve. L’influenza dei venti provenienti dal Tirreno mitiga il calore estivo e mantiene l’aria costantemente pulita. La temperatura media annua si attesta intorno ai 15 °C, con estati calde ma ventilate e inverni brevi. La piovosità media, di circa 780 mm l’anno, è bilanciata da un’ottima dotazione idrica del sottosuolo, che consente alle vigne di superare senza stress anche le stagioni più asciutte. I terreni, prevalentemente argillosi, ricchi di ferro e minerali, presentano una bassa componente scheletrica ma una struttura ideale per trattenere l’acqua e restituirla gradualmente. Queste condizioni, unite alla gestione familiare dei vigneti e all’approccio rispettoso dell’ambiente, garantiscono una viticoltura sostenibile e profondamente radicata nel territorio.
Il profilo dei vini: eleganza, struttura e identità
I vini della DOC Terre di Pisa esprimono un carattere autentico, elegante e riconoscibile. Il Terre di Pisa Rosso si distingue per il colore rubino profondo tendente al granato, profumi di frutta matura, spezie e note minerali, e un gusto armonico, asciutto e persistente. Il Terre di Pisa Sangiovese, cuore della denominazione, offre un sorso fine e vibrante, con tannini ben integrati e una struttura che invita all’evoluzione. Entrambe le tipologie devono affinare almeno 16 mesi, di cui 12 in legno e 4 in bottiglia, per raggiungere piena espressività. Le nuove versioni Bianco, Vermentino e Rosato, introdotte nel 2024, portano freschezza e versatilità, completando il quadro di un territorio sempre più poliedrico. In ogni vino si ritrovano le caratteristiche del luogo: la luce, la brezza marina e la mineralità dei suoli, che donano equilibrio e profondità.

Una lunga tradizione vitivinicola
La storia del vino nel Pisano è radicata nel tempo. Già alla fine dell’Ottocento i produttori locali partecipavano alla Fiera dei Vini e degli Oli Pisani del 1885, promossa dal Comizio Agrario di Pisa. Nei primi decenni del Novecento, l’attività agricola si organizzò in consorzi antifillosserici e vivai provinciali, a testimonianza di una forte coesione territoriale. Questi centri furono veri laboratori di conoscenza agronomica, dove si selezionavano i vitigni migliori per il clima e i suoli locali. Da allora, la tradizione è rimasta viva nelle aziende a conduzione familiare che ancora oggi rappresentano il cuore del Consorzio.

Uno sguardo al futuro
Il futuro della DOC Terre di Pisa si muove nel segno della consapevolezza e della crescita condivisa. Con la nuova presidenza e l’ampliamento delle tipologie, il Consorzio punta a rafforzare la propria presenza sui mercati internazionali e nelle fiere di settore e realizza anche l’evento Terre di Pisa Food&Wine Festival. Come evidenzia Cristina Mercuri, “la denominazione è ancora giovane, ma ha capito che per crescere deve studiare e comunicare bene il proprio territorio. Serve tempo per trovare una firma distintiva, ma il percorso è quello giusto: conoscenza dei suoli, dei microclimi e delle varietà più adatte”.
Le colline pisane, animate da aziende familiari e da una visione comune di qualità, si confermano una delle aree più promettenti della Toscana del vino. Qui la tradizione non è mai nostalgia, ma impulso a innovare senza perdere identità. Le Terre di Pisa DOC si raccontano così: un territorio di vento e fossili marini, di colline e torrenti, di famiglie e di storia, dove l’eleganza naturale si fa vino e memoria del tempo.

Vini e interpretazioni: le Terre di Pisa nel calice
Durante gli ultimi assaggi della denominazione (febbraio 2025), sono emerse alcune etichette capaci di raccontare con precisione lo spirito della DOC Terre di Pisa, unendo personalità, equilibrio e legame territoriale. La Badia di Morrona, una delle aziende più importanti dell’area con oltre mezzo milione di bottiglie, ha confermato la solidità del proprio stile con il Vigna Alta 2020 Terre di Pisa Sangiovese, un vino da singolo vigneto a circa 200 metri di altitudine, denso ma bilanciato, dove freschezza e struttura convivono con naturalezza. Sempre elegante e coerente l’impronta della Tenuta di Ghizzano, che nel Veneroso 2020 Terre di Pisa Rosso esprime un equilibrio compiuto tra immediatezza e profondità, con un sorso piacevole e armonico. Molto interessanti anche le interpretazioni di Podere la Chiesa, azienda ultraventennale a Terricciola: il Sabiniano di Casa Nuova 2021, un blend di Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Merlot, mostra un carattere “scapigliato” ma convincente, con tannini importanti che si sciolgono nel sorso, mentre l’originale I Matti di Casa Nuova 2022, prodotto solo in magnum, conquista per leggerezza e piacevolezza, incarnando lo spirito più contemporaneo della denominazione. Nel cuore della Val d’Era, Fattoria Fibbiano conferma la propria reputazione con due vini di grande livello: il Sanforte 2019, da un vitigno autoctono riscoperto, equilibrato e vitale, e soprattutto la Ceppatella 2018 Terre di Pisa Sangiovese, proveniente da una vigna secolare, vino di profonda eleganza e struttura, tra i più rappresentativi del territorio. Il percorso prosegue con la Fattoria Varramista di Montopoli in Val d’Arno, dove il Syrah raggiunge una delle sue massime espressioni toscane: il Varramista 2019, intenso e piacevole, e lo straordinario Varramista 2005, un vino di rara finezza e longevità, che ha meritato applausi unanimi per la sua complessità aromatica e la freschezza sorprendente nonostante l’età. Tra i protagonisti anche Azienda Agricola Pietro Beconcini, che con il Reciso 2020 Terre di Pisa Sangiovese offre un’interpretazione personale e vigorosa del vitigno, sostenuta da una mano enologica esperta e da una precisa identità territoriale. Infine, Villa Saletta chiude il cerchio con il Rosé 2022 Terre di Pisa, un blend di Sangiovese, Cabernet e Merlot dal profilo aromatico pulito e mediterraneo, impreziosito da un finale che richiama il rosmarino e la macchia toscana. Insieme, queste etichette delineano la varietà e la maturità della DOC Terre di Pisa: vini capaci di essere eleganti ma non rigidi, moderni ma radicati nella storia, figli di famiglie che interpretano ogni collina, suolo e microclima come un racconto a sé.
