Vini argentini di montagna: un’ascesa verso nuove vette

Nel lungo reportage di Richard Siddle per The Buyer, si spiega come l’industria del vino argentino stia vivendo una “rivoluzione”, passando da una viticoltura geometrica a una “contemplativa”, guidata dalla natura.
Per anni, la viticoltura del paese, infatti, ha piantato in filari regolari, spesso senza una profonda considerazione delle specificità del terroir. Oggi, i produttori argentini stanno adottando una strategia diversa, fondata sull’osservare attentamente la natura, il suolo, le rocce, il microclima di ogni singolo appezzamento. Si tratta di un approccio più olistico, dove la natura detta le regole e il viticoltore si adatta, scegliendo le varietà di uve più adatte a quel determinato luogo e intervenendo il meno possibile per preservare l’equilibrio naturale. Non è più l’uomo a imporre la sua visione geometrica, ma la natura a guidare le scelte, per ottenere vini che siano espressione autentica del loro terroir.
I produttori di vini argentini, concentrati sulle diverse tipologie di suolo e roccia delle Ande, collaborano con agronomi per individuare le posizioni ideali per le viti, basandosi su suolo, pendenza, altitudine e vicinanza alle montagne. Questo approccio meticoloso, che include l’analisi scientifica del terreno e delle viti, sta sbloccando il potenziale dei vini argentini di montagna, caratterizzati da freschezza e purezza uniche, portando all’esplorazione di nuove varietà di uve e alla creazione di vini specifici per ogni sito, in grado di rivaleggiare con i migliori al mondo. I vini argentini stanno conquistando le vette del successo.
L’Uco Valley: cuore pulsante dei vini argentini di montagna
L’Uco Valley, situata ai piedi delle maestose Ande, è diventata il fulcro di questa trasformazione. I vini argentini provenienti da questa regione, grazie all’influenza delle montagne, esprimono un carattere unico. L’altitudine, le escursioni termiche e la composizione del suolo giocano un ruolo fondamentale nella qualità delle uve e, di conseguenza, dei vini argentini. La passione e la dedizione dei produttori argentini, unita all’innovazione tecnologica, stanno elevando i vini argentini a livelli di eccellenza mai visti prima.
La rivoluzione del terroir nei vini argentini
Non si tratta solo di terroir. È terroir argentino, dove lo studio delle rocce e il loro impatto sono diventati fondamentali. I migliori talenti argentini non sono solo enologi, ma anche ingegneri agronomi, figure sempre più centrali nel determinare dove piantare le viti. “C’è stata una rivoluzione in Argentina negli ultimi 15 anni,” afferma Martin Di Stefano, capo viticoltore di Zuccardi. “Siamo in un universo diverso rispetto a 15-20 anni fa.” Una rivoluzione che sta cambiando radicalmente la viticoltura. “Il tempo dei vigneti geometricamente perfetti è finito. Siamo nell’era della ‘viticoltura contemplativa’ dove la natura detta le regole.” Questa nuova filosofia si riflette nella qualità eccezionale dei vini argentini.
L’influenza delle Ande sui vini argentini
Le Ande non sono solo uno scenario mozzafiato; influenzano profondamente lo stile dei vini argentini. Per le prime generazioni di produttori, l’impatto delle Ande si limitava al clima, alle escursioni termiche e all’intensità del sole. Ora, l’influenza delle Ande è ancora più profonda, legata alla diversità di rocce e pietre trasportate dai torrenti montani. “Tutto ciò che abbiamo, lo dobbiamo alle montagne,” dice Di Stefano. “Possiamo descrivere l’Argentina con due parole: vino di montagna.” L’Uco Valley, in particolare, è la zona più vicina alla parte più alta delle Ande, e questo si riflette nei suoi vini argentini unici.
Nuove zone di produzione e varietà di uve nei vini argentini
Sono emerse nuove sottozone montane, attrattive per i produttori più ambiziosi. Quattro fattori guidano la scelta dei vigneti: altitudine, tipo di suolo, pendenza e distanza dalle Ande. Salentein, ad esempio, sta portando le piantagioni fino a 1.700 metri. “I produttori hanno visto l’enorme potenziale di San Pablo per fare grandi vini argentini con eleganza e tannini unici,” afferma José Galante. Questa esplorazione del terreno ha portato alla riscoperta di varietà internazionali come cabernet franc, pinot nero, riesling, chardonnay, sauvignon blanc, e ovviamente, il malbec, simbolo dei vini argentini.
Cantine argentine all’avanguardia
Cantine come Chakana, Catena Zapata, Bemberg, Argento, Otronia, Salentein, Zuccardi e Finca Decero condividono la passione per creare vini argentini sempre migliori, in armonia con la natura. Finca Decero, ad esempio, si concentra sulla costruzione di un marchio premium utilizzando solo le proprie uve. Zuccardi, invece, sta piantando diverse parcelle di viti, selezionando le varietà in base al tipo di roccia e di suolo. “Ogni parcella può essere vinificata separatamente per ottenere la massima freschezza e purezza del frutto” spiega José Zuccardi.
Analisi scientifica e innovazione nei vini argentini
L’ambizione dei produttori argentini è evidente. Catena Zapata ha persino un proprio istituto, il Catena Institute of Wine. “L’Istituto è stato creato per aiutare Catena a produrre vini argentini che possano competere con i migliori al mondo” afferma Fernando Buscema. Catena collabora con esperti internazionali per studiare i suoli e le varietà chiave. “La scienza può svelare ciò che è nascosto” aggiunge Buscema. Questa ricerca si traduce in vini argentini di altissima qualità, come quelli prodotti nei vigneti di Adrianna, considerati da alcuni come i Grand Cru del Sud America. Finca Decero analizza il terroir per piantare le viti giuste nel posto giusto, con l’obiettivo di produrre vini argentini eleganti e raffinati.
Nuove piantagioni
Tutta questa analisi sta aprendo la porta a una gamma più ampia di varietà di uve da “montagna”, soprattutto bianchi. Salentein, ad esempio, possiede 2.000 ettari nella Uco Valley, con piantagioni sperimentali di pinot nero, riesling, pinot meunier, chardonnay e altre. “Abbiamo parcelle specifiche dove piantiamo diverse varietà per vedere come funzionano in altitudine e in diversi tipi di suolo” spiega Diego Morales. Chakana, uno dei maggiori produttori biodinamici e biologici argentini, produce i suoi vini argentini Ayni da viti piantate su suolo calcareo vergine.
Viticoltura trasformata
I Zuccardi hanno piantato varietà bianche come verdejo, semillon, chardonnay, sauvignon blanc, albariño e riesling. “Cerchiamo i ricchi suoli alluvionali” dice Di Stefano. “Ogni area di suolo ha un proprio ‘DNA’ che la rende unica.” I produttori hanno cambiato radicalmente il modo di piantare le viti, passando da un approccio che “distruggeva l’ecosistema naturale” a uno in armonia con l’ambiente. “Ci siamo resi conto che il modo in cui piantavamo, raccoglievamo e producevamo i vini argentini era sbagliato” aggiunge Di Stefano. Ora, la vinificazione avviene parcella per parcella, fila per fila, basandosi sulle caratteristiche del suolo. “Il vino viene prodotto in base a suoli, rocce e terroir e non sulla disposizione geometrica di un vigneto tradizionale.” Questo approccio permette di ottenere vini argentini di qualità superiore, espressione autentica del loro luogo di origine. Le mappe dei vigneti assomigliano a carte colorate, dove ogni colore rappresenta la composizione del suolo. Questo aiuta i produttori a creare blend perfetti, esaltando le caratteristiche uniche di ogni parcella.
Il futuro dei vini argentini
“Comprendere la scienza e le ragioni che rendono un appezzamento di terra diverso da un altro è al centro della moderna produzione di vini argentini” afferma Nesti Bajda, enologo presso i vigneti Arianna di Catena. “Prima guardavamo ad altri paesi per le nostre influenze, non guardavamo ai nostri suoli, terroir e clima.” Ora, i produttori argentini sono consapevoli del loro potenziale unico e stanno lavorando per trasformare l’Uco Valley in una delle migliori regioni vinicole del mondo, producendo vini argentini di fama mondiale.