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Esperienze di Vitae
25/03/2026
Di Riccardo Antonelli

A Perugia Esperienze di Vitae del Centro Italia 2026

Domenica 22 marzo 2026 si è tenuta a Perugia, presso l’Hotel Giò, il prestigioso evento itinerante “Esperienze di Vitae del Centro Italia” edizione 2026, organizzato da AIS Umbria, che ha riunito le eccellenze vitivinicole di ben 9 regioni presenti nella Guida Vitae 2026, il massimo riferimento editoriale del settore vinicolo per professionisti, operatori di settore e appassionati. I vini premiati nell’occasione, e presenti in degustazione nel pomeriggio, sono stati 409 provenienti da 8 regioni (Abruzzo, Campania, Emilia, Romagna, Lazio, Marche, Valle d’Aosta e Umbria), ai quali si sono aggiunte sei splendide etichette di Bolgheri DOC grazie a una masterclass dedicata della regione Toscana realizzata in collaborazione e con la partecipazione del Consorzio per la tutela dei vini DOC Bolgheri, condotta dal Presidente AIS Toscana Cristiano Cini.

Un modello “itinerante” che supera i confini regionali e aumenta i punti di contatto per il confronto e le opportunità commerciali. Co-organizzare un evento “nazionale” interregionale è un modo efficace per far conoscere le eccellenze al di fuori dei confini regionali e l’idea di un’organizzazione itinerante si inserisce in questa logica.

Dalla progettazione alla pubblicità, la somma del “lavoro invisibile”

Quando un evento è pensato, studiato e progettato con cura c’è il rischio di non notare il grande lavoro durato mesi che si nasconde in esso. Abbiamo chiesto al Presidente AIS Umbria Pietro Marchi di raccontarci parte di questo duro impegno dietro le quinte che ha portato alla riuscita della manifestazione Umbra, rivelandoci che “abbiamo curato e seguito sin da subito, diversi mesi fa, tutto il layout e la struttura della giornata coordinando un lavoro imponente: la progettazione generale, la comunicazione, la conferenza, i banchi d’assaggio, la masterclass, l’accoglienza degli ospiti. Tutto ha comportato mesi di preparativi seguiti con minuzia dai Sommelier AIS Umbria che hanno saputo gestire un lavoro gravoso e decisamente multitasking. Una particolare menzione va all’operatività del Sommelier professionista Vittorio Le Pera che ha svolto per settimane un compito organizzativo decisivo, facendo da tramite per gli oltre 400 espositori presenti alla manifestazione e costruendo una reperibilità essenziale, aggiornando quindi quotidianamente tutti i referenti regionali della guida coinvolti. Senza questo lavoro corale monumentale di back-stage non avremmo mai potuto godere dell’appagante giornata front-stage che abbiamo vissuto. Ciò dimostra come la granularità del lavoro dietro le quinte si riflette direttamente nella qualità dell’esperienza del giorno”.

La cerimonia per le eccellenze

I momenti salienti della giornata sono stati molteplici, a partire dalle ore 10 quando nell’Auditorium dell’Hotel Giò si è svolta la cerimonia di consegna degli attestati di eccellenza condotta dal giornalista RAI Gianluca Semprini, affiancato dal Presidente Nazionale AIS Sandro Camilli e dai Presidenti delle associazioni regionali coinvolte (Angela Di Lello di AIS Abruzzo, Tommaso Luongo di AIS Campania, Luca Manfredi di AIS Emilia, Francesco Guercilena di AIS Lazio, Stefano Isidori di AIS Marche, Adolfo Treggiari di AIS Romagna, Cristiano Cini di AIS Toscana, Pietro Marchi di AIS Umbria, Alberto Levi di AIS Valle d’Aosta), il tutto con la nutrita partecipazione di tantissimi produttori provenienti da tutte le regioni citate. Produttori che in questa edizione della Guida Vitae AIS 2026 hanno conquistato almeno 90 punti con una o più etichette, in grado quindi di leggere un territorio e un’annata con passione e tipicità.

Prima della premiazione ufficiale è intervenuto tra gli altri il Presidente AIS Sandro Camilli, sottolineando come per promuovere le eccellenze vinicole, sia necessario fare squadra tra i vari territori per superare la crisi di mercato sempre più impattante. Nel suo intervento, infatti, ha spiegato come “Il settore vitivinicolo sta attraversando una ‘tempesta perfetta’ a causa di dazi, guerre e problemi agronomici legati al sempre più incalzante cambiamento climatico, con un’evidente contrazione dei consumi e gravi ripercussioni economiche per i produttori. La collaborazione tra regioni e il ‘fare squadra’ lungo tutta la filiera sono quindi strategie cruciali per superare la crisi, migliorare la comunicazione e promuovere i vini italiani a livello nazionale e internazionale. In questo, la guida Vitae mantiene la sua credibilità grazie alla totale indipendenza commerciale e a una metodologia di valutazione basata sulla profonda conoscenza dei territori da parte di 150 delegazioni. È chiaro però che sia necessario un cambio di rotta nella comunicazione, associando il vino a valori culturali come storia, arte e paesaggio, e migliorando l’educazione al consumo, specialmente verso i giovani. In conclusione, l’enoturismo, anche di prossimità, risulta essere una risorsa sempre più importante e una leva strategica per il rilancio dei territori vinicoli in un periodo di forte incertezza economica”.

La Guida Vitae 2026 in viaggio verso il futuro

Importantissimo momento è stato anche il successivo, dove i curatori della Guida Vitae 2026 Andrea Dani e Gian Luca Grimani sono intervenuti spiegando di pilastri del rinnovamento di Vitae 2026. “La guida è ridefinita come uno ‘strumento pratico annuale’, combinando leggibilità internazionale e comparabilità immediata” ha detto Grimani. Il 60° anniversario dell’AIS è visto come una responsabilità, che ha portato a una riorganizzazione editoriale coerente con il sistema didattico. Degustazioni alla cieca, indipendenza da interessi commerciali e la presenza di 22 redazioni regionali sono i pilastri. Dani ha proseguito, poi, spiegando come sia stato introdotto un sistema di punteggio in centesimi e una sezione introduttiva che analizza l’andamento annuale. Le pagine sono corredate, per una comprensione immediata, di informazioni aziendali, simboli, note di degustazione e punteggi. Da 15.000 vini degustati, sono state quindi evidenziate 400 etichette non in ordine di punteggio, ma raggruppate per 4 assi di significato: Territorio, Valore-Prezzo, Grandi Vini, Rivelazione. Queste selezioni vengono aggiornate annualmente per riflettere le tendenze attuali. Il punteggio è quindi sicuramente un linguaggio comune per il mercato internazionale, ma il raggruppamento per significato rende visibili i “valori non riducibili a un semplice numero”. La coerenza tra didattica e guida mira a una funzionalità trasversale, dagli studenti ai mercati di esportazione.

Le basi della nuova edizione? Continuità e internazionalizzazione. La Guida Vitae 2027 prosegue nel solco tracciato dall’edizione precedente, rafforzando la sua vocazione internazionale e mettendo il punteggio al centro della strategia editoriale e comunicativa. L’obiettivo oggi è quindi quello di proseguire sulla strada tracciata, insistendo e dando ancora più valore alle nuove direzioni. Il tema fondamentale, strettamente legato a questa continuità, è la capacità di essere compresi a livello internazionale, potenziando un modello che si è dimostrato vincente e portando quindi la guida e i vini che essa rappresenta direttamente sui mercati di riferimento, creando occasioni di incontro e dialogo.

L’intervista al Presidente

Abbiamo, quindi, chiesto al presidente Sandro Camilli un breve spunto sulla giornata. “Il punto di forza di questo evento è la possibilità di degustare un gran numero di vini contemporaneamente, cosa difficile da sperimentare nei normali eventi regionali. Questa ampia portata è stata realizzata grazie alla collaborazione e all’allineamento dei presidenti regionali. La scala di partecipazione è aumentata con ogni edizione, e questo si riflette chiaramente nei numeri. Anche in un contesto difficile, l’interesse per il vino rimane molto alto e non mostra segni di diminuzione. D’altra parte, il mercato è in controtendenza. Ci sono difficoltà in molti aspetti, come i consumi e le relazioni, ed è importante notare che non si tratti solo di una contrazione, ma di una ‘trasformazione’. Il modo di degustare e di consumare sta cambiando. Per questo, iniziative come questa servono ad elevare la cultura e, allo stesso tempo, a funzionare come un ‘luogo’ dove soci e visitatori possono socializzare, divertirsi e partecipare. Il nostro ruolo è portare un’atmosfera positiva nelle regioni produttive e nelle istituzioni, supportando il settore. Questo è un evento progettato come ‘itinerante’, che cambia sede ogni anno. L’obiettivo è mettere in luce non solo i produttori importanti di ogni regione, ma anche i piccoli produttori che potrebbero avere difficoltà nella comunicazione. Questo perché la comunicazione fa parte del nostro mestiere. L’evento di quest’anno si è svolto nella mia Umbria ed è quindi personalmente un po’ speciale, ma come AIS manteniamo un impegno uguale verso tutte le regioni. Proprio in un periodo difficile, è importante mostrare vicinanza e ottimismo e saremo pertanto al fianco di produttori, istituzioni e visitatori, rispondendo con il massimo impegno a ciò che ci viene richiesto”.

Il via alle danze

Dalle ore 14 si sono aperti i banchi d’assaggio, dove grazie all’enorme lavoro svolto dalle decine di Sommelier in servizio provenienti dalle regioni organizzatrici, è stato possibile assaggiare oltre 400 etichette, guidati da coloro che in primis vivono i territori e ne conoscono le sfumature. Un gruppo di lavoro numeroso e di complessa organizzazione, condotto però con minuzia dai referenti regionali. Grazie a loro, le decine di degustazioni si sono potute svolgere in un clima di sereno divertimento, dove la cultura enologica ha scolpito tanti sorrisi e ha permesso alle centinaia di avventori di approfondire una denominazione, di studiarne i cambiamenti di stile o di apprezzare tanti nuovi vini mai avvicinati prima. Un climax davvero appagante, figlio della grande professionalità nata dagli ambasciatori AIS del vino dei tanti territori. A nome di tutti gli avventori, rivolgiamo un sentito GRAZIE a tutti coloro che hanno reso possibile un’esperienza così bella e partecipata.

Un viaggio nella DOC Bolgheri

Ogni grande evento ha una propria ciliegina sulla torta e in questa edizione un plus particolarmente appagante è avvenuto grazie alla partecipazione di AIS Toscana con una masterclass dedicata alla DOC Bolgheri, un territorio iconico del vino italiano raccontato attraverso il calice. Come già accennato, è stata una degustazione guidata da Cristiano Cini, Presidente AIS Toscana, che ha condotto la platea attraverso un percorso di degustazione trasversale tra lo stile e l’identità di una delle denominazioni più prestigiose d’Italia, grazie ad alcune etichette rappresentative, capaci di raccontare la ricchezza e le diverse interpretazioni del territorio. In degustazione è stato possibile assaggiare 6 importanti etichette:

  • Bolgheri Rosso 2023 – Le Macchiole
  • Volpolo Bolgheri Rosso 2023 – Podere Sapaio
  • Piastraia Bolgheri Superiore 2022 – Michele Satta
  • Campo al Signore Bolgheri Superiore 2022 – Tenuta Campo al Signore
  • Gualdo De’ Gemoli Bolgheri Superiore 2022 – Chiappini
  • Dedicato a Vittorio Bolgheri Superiore 2022 – Campo al Pero

Al termine abbiamo chiesto un pensiero a Cristiano Cini in merito allo stato dell’arte della denominazione DOC Bolgheri. È giusto parlare di riscoperta?
“Bolgheri sta ora entrando nella ‘quarta ondata’ di maturità attraverso la ‘specializzazione’ piuttosto che la ‘riscoperta’. Pur ereditando la fama dei blend, sta iniziando a esprimere i micro-terroir attraverso monovitigni e Cru, e a spostare l’asse di valutazione dalla ‘potenza’ all’agilità e alla leggibilità. L’unicità creata dalla luce e dalla geografia del luogo, così come il potenziale di crescita indicato dai vigneti giovani, supportano la creazione di valore a medio-lungo termine. Inoltre, il movimento per tradurre la comunicazione in un linguaggio accessibile a tutti favorisce l’espansione del brand della regione, e una leadership dotata di intelligenza e sensibilità accelera questo processo. Dal punto di vista della gestione e dei progetti, la ‘specializzazione’ che identifica le caratteristiche fondamentali, la ‘progettazione del prodotto’ del micro-terroir e la ‘riprogettazione del linguaggio’ che raggiunge il mercato sono i tre elementi chiave che plasmeranno i prossimi 10 anni di Bolgheri”.

Foto di Andrea Marchi.

Riccardo Antonelli
Riccardo Antonelli

Classe 1990 “made in Umbria”. Laureato in Enologia e Sommelier AIS dal 2014, inizia a “collezionare vendemmie” in giro per il mondo, innamorandosi però sempre di più della birra. Dopo un Master Universitario in Brewing Technologies, oggi è anche Mastro Birraio. Come Consulente lavora per diversi birrifici/beer firm, studiando e sviluppando ricette di birra ad hoc. Relatore AIS e Degustatore AIS, Membro della Commissione Nazionale AIS sulla Birra dal 2016, ha contribuito anche alla stesura di diversi capitoli del relativo testo didattico AIS sulla birra, così come del capitolo birra nel volume n. 1 “Il Sommelier”.

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