L’unicità del Verduno Pelaverga DOC, rosso identitario delle Langhe
Un vitigno raro, un territorio circoscritto, una geologia molto articolata per un vino moderno, quotidiano e nobile.
Il territorio
Il Verduno Pelaverga è una delle denominazioni più piccole e identitarie del Piemonte, legata a doppio filo al territorio di Verduno, Roddi e La Morra e al vitigno pelaverga piccolo.
Il crinale su cui sorge Verduno divide due mondi. Sul versante sud sud-est rivolto verso la Langa del Barolo prevalgono le Marne di Sant’Agata Fossili laminate, rocce sedimentarie stratificate, ricche di limo, carbonato di calcio e argilla. Il versante ovest è caratterizzato dal gesso, con la formazione della Vena del Gesso e quella dei Conglomerati di Cassano Spinola, terreni profondi, ricchi di limo, argilla e solfato di calcio. La moderata pendenza del versante ha favorito la componente argillosa, la fertilità e la capacità di trattenere l’acqua. Il microclima vede l’esposizione ai venti umidi e freschi della pianura cuneese, un ambiente umido e fresco, con disponibilità idrica nel terreno. Sul versante sud-sud-est la maggiore pendenza propone terreni chiari, poco alterati, meno fertili e più asciutti. L’esposizione verso la Langa protegge dai venti occidentali; la vicinanza del Tanaro mantiene condizioni di umidità superiori rispetto ad altre zone della Langa. Un complesso mosaico dove il pelaverga piccolo esprime freschezza, eleganza e la caratteristica speziatura, l’identitaria nota di pepe, la sua firma aromatica.

Il pelaverga piccolo
Vitigno a bacca rossa autoctono di Verduno, da non confondere con l’altro pelaverga piemontese, detto grosso. Il nome originerebbe dal latino pellis virga, la parziale pelatura dei ramoscelli della vite, tecnica adottata per favorire la maturazione delle uve. Vitigno vigoroso, di produttività costante, allevato a Guyot. Varietà medio-tardiva, normalmente raccolto nella prima decade di ottobre. Attualmente si sta anticipando la vendemmia alla seconda metà di settembre. Predilige i suoli e le esposizioni sopra descritte e le altitudini di 200-400 slm. L’aerale di produzione è di 38 ha, contro i 7 del 1995. Il disciplinare prevede solo il rosso fermo-secco, almeno 85% di pelaverga piccolo più 15% delle varietà a bacca nera ammesse in Piemonte, ma tutti i vini in commercio sono in purezza. Non specifica i tempi di affinamento e il contenitore per la maturazione. Oltre 274mila bottiglie prodotte.
A tutto pepe
Il vino presenta un colore rubino tenue, con sfumature violacee, e un profilo aromatico dove il descrittore più ricorrente è il pepe, ma può richiamare anche curry e coriandolo. Una studio condotto dal ricercatore Maurizio Petrozziello del CREA di Asti, ha rilevato nel Verduno Pelaverga una concentrazione di circa 40 ng/L di rotundone, molecola associata alla nota pepata, che ha una soglia di percezione di circa 16 ng/L. Al palato il vino si presenta equilibrato e snello, con acidità contenuta, tannino lieve, struttura medio-leggera e buon tenore alcolico. La freschezza e la struttura agile ne fanno un vino a spiccata vocazione gastronomica, ideale non solo con la cucina piemontese perché la versatilità permette di andare oltre i confini regionali, fino ad accompagnare preparazioni a base di pesce, come il cacciucco. Molto interessante anche con le cucine esotiche.
Verduno è Uno
L’Associazione Verduno è Uno, che riunisce i produttori del territorio, tutela e valorizza la denominazione dopo aver salvato il Verduno Pelaverga dall’estinzione. Fino agli anni ’60, solo l’azienda Comm. G.B. Burlotto lo produceva: 1000 bottiglie frutto dei pochi filari di pelaverga piccolo ancora presenti nei vigneti dell’azienda e di alcuni viticoltori del paese. Nel 1972, il Castello di Verduno impiantò nuovi vigneti di pelaverga piccolo, seguito da altri produttori. Questo passaggio rappresenta la partenza dell’Associazione, che si costituirà ufficialmente nel 2000, ma operava in via informale dagli anni ‘80. Il Comune di Verduno mise a disposizione un terreno di proprietà nel cru Monvigliero per la creazione di una vigna sperimentale; furono coinvolte le Facoltà di Agraria e gli Istituti di Coltivazioni Arboree delle Università di Torino e Milano, l’Istituto Sperimentale per la viticoltura di Asti, il Seminario Permanente di Luigi Veronelli. Il lavoro portò alla valorizzazione del vitigno, poi alla DOC Verduno Pelaverga nel 1995. Verduno è Uno conta oggi 18 soci.

L’annata 2025
Anche quest’anno, Verduno è Uno ha presentato alla stampa specializzata la nuova annata: tutti i campioni di seguito descritti sono 100% pelaverga piccolo.
Il 2025 è stato caldo sin dal mite inverno; forte anticipo fenologico a giugno per il grande caldo. I 227 mm di pioggia di aprile avevano ricostituito le riserve idriche. L’autunno asciutto e con notti fresche ha portato la giusta concentrazione di zuccheri e aromi.
Arnaldo Rivera “Sui cristalli”
Rubino scarico. Naso minerale, viola, lampone, fragola e pepe bianco. Il sorso è elegante, fresco, piacevole, moderatamente tannico e sapido, con gustosi ricordi di frutta rossa. Finale persistente e piacevole.
Bel Colle
Rubino. Profilo olfattivo di prugne, lampone, viola, geranio, pepe nero. Al palato è fine, delicato, equilibrato con la freschezza che assicura la piacevole bevibilità e la persistenza.
I BR
Rubino. Naso di lampone e fragola macerati, rosa, pepe verde. Sorso di medio corpo, elegante e persistente, nel quale la freschezza esalta i ritorni della spezia e allunga la persistenza.
Comm. G.B. Burlotto
Rubino scarico. Profilo olfattivo di viola, lampone, pepe nero e un cenno mentolato. Il piacevole sorso propone ricordi fruttati e si alimenta della decisa freschezza, della trama speziata e del soffice tannino. Lungo sul frutte e le spezie.
Cadia
Rubino medio. Olfatto fine di pepe bianco, rosa, lampone, cenni di salvia. Sorso bilanciato, di buona struttura, freschezza sinergica con il tannino e il retrogusto pepato. Molto persistente.
Castello di Verduno “Basadone”
Rubino medio. Bouquet olfattivo di pepe nero, viola, poi ciliegia, fragole e arancia. Sorso di buona struttura, equilibrato tra l’acidità, la sapidità e il tannino vellutato. Persistente con richiami di pepe.

Diego Morra
Rubino medio. Bouquet olfattivo di lampone, rosa e viola, sulla bella trama di pepe e curry. Sorso elegante, in ottimo bilanciamento tra la freschezza, la sapidità e la trama speziata, che allunga il finale.
Fratelli Alessandria “Speziale”
Rubino brillante. Olfatto di violetta, ciliegia, lampone, pepe bianco. Al palato è agile, fresco e dinamico, con tannino lieve e setoso, ricca persistenza gustativa e piacevole finale pepato e fruttato.
Gian Luca Colombo “Segni di Langa”
Rubino carico. Olfatto di viola, rosa, frutta rossa croccante e pepe rosa. Sorso equilibrato, sinergico tra la morbidezza, la decisa sapidità, la vivace freschezza e il tannino. Finale lungo e pepato.
Gian Carlo Burlotto Cantina Massara
Rubino medio. Profumo intenso di frutta rossa, geranio e viola, pepe verde. Sorso setoso, in equilibrio tra la spezia, la decisa freschezza, la discreta sapidità e il tannino. Persistente con richiami pepati.
Poderi Roset
Rubino medio. Naso di viola e geranio, pepe, ciliegia croccante e melograno. Accarezza il palato, guidato dalla freschezza in equilibrio con il tannino e l’alcol. Persistente sulla speziatura.
Poderi Luigi Einaudi
Rubino luminoso. Bouquet olfattivo di fragole, lampone e melograno, geranio e viola, pepe bianco. Sorso equilibrato, elegante, con ricordi fruttati e pepati, freschezza decisa e tannino moderato. Finale lungo, vellutato e speziato.

Gianni Ramello
Rubino luminoso. Olfatto di mirtillo, frutta rossa, rosa e pepe verde. Sorso elegante che richiama la frutta rossa, fresco e mediamente sapido, tannino ben presente. Lungo finale pepato.
Reverdito
Rubino scarico. Naso di ciliegia, ribes, rosa, pepe rosa. Sorso strutturato ed elegante: fresco, morbido, agile tra la sapidità e il retrogusto di pepe rosa. Finale lungo e speziato.
San Biagio di Giovanni Roggero
Rubino luminoso. Olfatto di cannella, pepe nero, ciliegia, rosa, violetta e una lieve nota erbacea sul finale. Sorso verticale che richiama l’olfatto, in equilibrio tra l’alcol, la decisa acidità, la sapidità. La persistenza richiama il pepe.
Antica Casa Vinicola Scarpa
Rubino medio. Olfatto di rosa, piccoli frutti rossi, pepe bianco. Spunti ematici. Corpo fine, in evidenza la piacevole freschezza, la pungenza pepata, il tannino leggero. Finale speziato.
Giovanni Sordo
Rubino medio. Eleganti profumi di frutta rossa, geranio, viola e pepe verde. Sorso caldo, diretto, con ricordi di spezie e pepe. La piacevole bevibilità è imputabile alla gradevole acidità e alla moderata tannicità. Il pepe è padrone del finale.
Cascina Massara
Rubino medio. Quadro olfattivo di ciliegia, ribes, geranio, viola, pepe nero. Sorso diretto, di grande piacevolezza portata avanti dalla decisa freschezza e dal gioioso tannino. Persistente.
