Ottavianello, la memoria ritrovata di un vitigno pugliese raccontata da Giuseppe Baldassarre
“What do you think of ottavianello?” Presto qualche anglofono potrebbe porre questa domanda al proprio interlocutore. Sì, perché il volume di Editrice L’Immagine in collaborazione con AIS Puglia a firma di Giuseppe Baldassare presenta una storia in italiano e, girando sottosopra il libro, anche in inglese. Ci sono vitigni che raccontano molto più di un territorio: custodiscono tradizioni, attraversano epoche, conservano tracce di culture lontane e restituiscono, a chi sa ascoltarle, frammenti preziosi della storia di una comunità. L’ottavianello è uno di questi. A riportarlo al centro dell’attenzione è Baldassarre con il suo Ottavianello. La rinascita dell’uva nera della Città Bianca, un’opera che unisce ricerca storica, approfondimento enologico e amore per il patrimonio vitivinicolo pugliese.

L’identità di un vitigno a lungo dimenticato
Il libro nasce dalla volontà di ricostruire l’identità di un vitigno che per lungo tempo ha rischiato di essere dimenticato. Attraverso un accurato lavoro di indagine, l’autore raccoglie indizi, confronta testimonianze e documenti, ricompone legami storici e geografici, spingendosi oltre i confini regionali fino a esplorare le possibili radici francesi dell’ottavianello. Ne emerge un itinerario di scoperta che invita a guardare al vino non soltanto come prodotto agricolo, ma come espressione di una storia complessa, fatta di migrazioni, consuetudini e trasformazioni del paesaggio.
Al centro della narrazione c’è un’uva legata profondamente a Ostuni, la Città Bianca, e alla sua tradizione produttiva. L’ottavianello condivide con altri vitigni storici della Puglia, tra cui il susumaniello, una vicenda segnata dall’abbandono e dal progressivo ridimensionamento della coltivazione, prima che una rinnovata sensibilità verso le varietà autoctone ne favorisse il recupero. Le trasformazioni dell’agricoltura e le scelte produttive del passato ne hanno messo a rischio la continuità, ma proprio ciò che un tempo poteva apparire un limite si rivela oggi un elemento di originalità.

Una diversa idea di eleganza
Lontano dai modelli dei rossi più concentrati e strutturati, l’Ottavianello esprime infatti una diversa idea di eleganza: quella affidata alla finezza, alla leggerezza e alla capacità di interpretare il territorio senza rinunciare alla propria personalità. Riscoprirlo significa quindi ampliare lo sguardo sulla ricchezza enologica pugliese, riconoscendo che la qualità e l’identità di un vino non si misurano esclusivamente in termini di potenza e intensità.
Il percorso tracciato da Baldassarre accompagna il lettore attraverso i molteplici aspetti che definiscono questo vitigno: le origini e le caratteristiche, il rapporto con il territorio, le denominazioni, le peculiarità degustative e le possibilità di abbinamento con il cibo. La dimensione tecnica si intreccia con quella culturale e narrativa, facendo del volume uno strumento utile tanto per gli operatori del settore quanto per gli appassionati desiderosi di approfondire la conoscenza dei vini pugliesi.
A rendere ancora più significativo il progetto è la sua dimensione familiare. Accanto all’autore partecipano a questo percorso la moglie Rosanna e il figlio Mario, in una condivisione che conferisce alla ricerca un valore ulteriore: quello della memoria trasmessa, della passione coltivata insieme e del patrimonio culturale che passa da una generazione all’altra. Il libro diventa così anche il racconto di un legame, nel quale la conoscenza del vino si accompagna alla volontà di preservare ciò che appartiene alla storia di un luogo.

La voce di una memoria agricola
In un tempo in cui il mondo del vino riscopre il valore delle varietà storiche, delle identità territoriali e delle produzioni capaci di distinguersi, il lavoro di Giuseppe Baldassarre assume un significato che va oltre il singolo vitigno. Recuperare l’ottavianello vuol dire restituire voce a una parte della memoria agricola pugliese, valorizzare una risorsa enologica originale e contribuire alla tutela di una biodiversità che rappresenta una ricchezza per l’intero patrimonio vitivinicolo italiano.

Alla riscoperta del vino attraverso la storia di una terra
Ottavianello. La rinascita dell’uva nera della Città Bianca è, in definitiva, un invito a riscoprire il vino attraverso le storie che lo rendono unico. Un viaggio tra ricerca e passione, territorio e cultura, che riporta alla luce un protagonista discreto della viticoltura pugliese e ne riafferma il diritto a un posto nella contemporaneità. Perché salvaguardare un vitigno non significa soltanto conservarne le viti: significa mantenere viva la storia di una terra e consegnarla, con consapevolezza, a chi verrà dopo di noi.